”La Uil chiede al ministro Fitto di aprire un tavolo di confronto con le parti sociali per la riforma dei servizi pubblici locali, partendo dalle forme di tutela dei lavoratori e delle lavoratrici del settore
e dai diritti dei cittadini, che, attraverso il pagamento delle tariffe, contribuiscono in maniera determinante a far funzionare i servizi. Cose, queste, che non sono assolutamente previste nel testo approvato dal Parlamento”. Lo detto, nel corso di una tavola Rotonda, organizzata dalla Uikcem a Castrovillari, nell’ambito dei lavori congressuali regionali, sul tema attualissimo della privatizzazione delle acque, Guglielmo Loy, segretario nazionale della Uil. ”Anche il dibattito inerente l’acqua pubblica o privata – ha detto Loy – e’ un falso problema: e’, infatti, sufficiente ribadire che si tratta di un bene comune e un diritto universale inalienabile. Non sono, dunque, tanto importanti le forme di gestione, quanto, invece, la quantita’ e la qualita’ degli investimenti che si fanno per garantire tale diritto, messo a rischio dalla riforma, laddove si sancisce la separazione della gestione delle reti dall’erogazione del servizio”. ”Quanto, poi, alla totale assenza di forme di tutela per migliaia di addetti del settore – ha aggiunto Loy – e la mancanza di salvaguardia degli attuali livelli occupazionali, che giudichiamo un grave errore politico, si corre concretamente il rischio di penalizzare le lavoratrici e i lavoratori. In un momento caratterizzato da una forte perdita di posti di lavoro, cio’ dovrebbe assolutamente essere evitato. Non e’ un caso che, proprio la settimana scorsa, migliaia di lavoratrici e lavoratori del settore dell’igiene urbana hanno manifestato a Roma tutto il loro dissenso per tale riforma”.




