Il Wwf ha inviato questa mattina una lettera al ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, e al procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso. Nel messaggio il presidente del Wwf Italia, Stefano Leoni, ha ribadito l’urgenza di una perizia pubblica comparata che possa fugare ogni dubbio e accertare appieno la verita’ sull’identita’ e il contenuto della nave affondata a Cetraro. Nella lettera il Wwf segnala che da alcune verifiche compiute dall’associazione esisterebbero delle incongruenze sui punti sui quali hanno operato le due indagini filmate, ovvero, quello utilizzato dalla ‘Mare Oceano’ e quello su cui ha indagato la stessa Regione Calabria circa un mese fa. Secondo queste analisi il punto su cui ha operato la ‘Mare Oceano’ sarebbe a tre miglia e mezzo (6,5 km circa di distanza) dal luogo dove era stato individuato dalla Regione Calabria il relitto della sospetta nave dei veleni. ”Siamo stati i primi a gioire delle risposte rassicuranti da voi venute in occasione della conferenza stampa del 29 ottobre scorso, ma siamo convinti che l’unico modo per superare ogni equivoco sia quello di approfondire nel modo piu’ trasparente possibile le analisi dei relitti- dichiara il Wwf nella lettera a Prestigiacomo e Grasso – per questo il Wwf chiede una perizia pubblica comparata, a cui possano assistere esperti nominati dalle associazioni ambientaliste, tra i due video girati dal ROV della nave ‘Coopernaut Franca’ della societa’ Nautilus cha ha agito su incarico della Regione Calabria e dell’Arpacal e dal ROV della nave ‘Mare Oceano’ della societa’ Geolab incaricata dal Ministero dell’ambiente”.




