E’ iniziato oggi a Cosenza il processo al presunto responsabile dell’omicidio di Roberta Lanzino, la studentessa cosentina violentata e uccisa nel luglio 1988 mentre stava andando con il suo
motorino a Falconara Albanese, sul Tirreno cosentino. Imputato nel procedimento e’ Francesco Sansone, pastore di 47 anni gia’ detenuto per l’omicidio e l’occultamento del cadavere di Luigi Carbone, che secondo l’accusa era il suo complice nella violenza alla giovane cosentina. Lo avrebbe ucciso insieme al padre Alfredo e al fratello Remo perche’ avrebbe manifestato segnali di cedimento nel segreto che li accomunava e aveva espresso la volonta’ di rivelarlo. E’ accusato di essere l’esecutore materiale dell’omicidio Lanzino, sul quale si e’ fatta luce dopo vent’anni esatti, nel luglio 2008, tra diverse difficolta’ investigative come ad esempio la scomparsa degli indumenti indossati dalla giovane il giorno della sua uccisione. L’avvocato difensore di Sansone ha contestato la riapertura del caso proprio in base alla distruzione dei reperti che farebbe venir meno i presupposti di legge.




