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Navi veleni, Foti (Pdl): “Dal governo una task force”

8 Ottobre 2009
in CITTA
Tempo di lettura: 4 minuti
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“Ritengo di potermi dire soddisfatto dalla risposta del Governo – così dichiara l’on. Nino Foti (PdL) in relazione alla interpellanza urgente da lui presentata intervenendo alla Camera nella

seduta odierna.  – Nel corso del mio intervento ho inteso sollecitare il Governo, presente in aula con il vice-ministro Fazio con delega alla Salute Pubblica, affinché si attivi al più presto per favorire una verifica approfondita sull’esistenza di altre navi affondate in mare o di altri siti inquinanti occultati sulla terra ferma, in Calabria, e, laddove necessario, sia garantita un’adeguata e celere opera di bonifica dei tratti di litorale e di territorio interessati.
Come ho avuto modo di ribadire- prosegue l’on. Nino Foti (PdL) in Calabria è grazie alla caparbietà del Procuratore della Repubblica di Paola, dott. Bruno Giordano, che le prime verità su questa preoccupante vicenda “sono venute a galla”. Si parla di una nave al largo di Cetraro (Cs) contenente ben 120 fusti di scorie radioattive. Ci sono le dichiarazioni di un pentito, Francesco Fonti, rese da tempo e divenute solo oggi “credibili”. E poi ci sono storie di strani intrecci e “collusioni” tra alta finanza, politica e criminalità organizzata, d’incredibili interessi economici, tutte questioni che attualmente sono al vaglio degli inquirenti.
La popolazione residente in Calabria ha il diritto di sapere se sulla propria salute e su quella delle generazioni future si agita lo spettro dell’inquinamento radioattivo. Gli organismi scientifici della Regione sono impegnati in questa direzione. In tal senso è giunta la comunicazione dell’Arpacal che, in pochi mesi, attraverso un progetto già in fase avanzata, sarà in grado di fornire i dati derivanti dalle analisi sul pescato e dalle rilevazioni di radioattività su matrice acqua e sabbia.  L’assessore all’Ambiente della Provincia di Reggio Calabria, avv. Giuseppe Neri, ha ritenuto necessario promuovere l’istituzione dell’Osservatorio Provinciale sulla Sanità, dotando così l’Amministrazione di un organismo in grado di intervenire in modo celere e monitorare ogni possibile fattore di rischio per l’incolumità pubblica.
Oggi, dietro nostra sollecitazione, – aggiunge l’on. Nino Foti (PDL)  – arriva la risposta del Governo.
Da quanto appreso oggi, infatti, il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare in relazione ai noti fatti ha costituito una task force – composta da capo e vicecapo di gabinetto del Ministero, comandante del Comando carabinieri per la tutela dell’ambiente, comandante del reparto ambientale marino della Guardia Costiera, vicecommissario dell’Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale e dai tre direttori generali del Ministero dell’ambiente competenti per materia (Direzione salvaguardia ambientale, Direzione qualità della vita, Direzione protezione natura) e da due rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei ministri) – che tempestivamente ha pianificato gli interventi da attivare per la rilevazione e gestione del rischio ambientale derivante dai fatti in oggetto: a) una nuova e stringente serie di accertamenti sulla terraferma; b) un intervento in mare al fine di operare rilevamenti in profondità su ogni tipo di campione in grado di fornire informazioni sulle tipologie e sulla diffusione degli inquinanti contenuti nella stiva del relitto, in modo da accertare la presenza ed il livello di rischio per la salute e l’incolumità umana, e di formulare apposite proposte per la rapida messa in sicurezza del relitto; c) una campagna di monitoraggio destinata alla più puntuale identificazione di eventuali altri relitti nelle acque della regione in cui la magistratura abbia notizia sufficientemente certa in termini di identificazione del punto di affondamento.
Il 17 settembre una delegazione della task force si è recata direttamente in Calabria, dove si è svolto un vertice con il procuratore di Paola e si è concordata una comune strategia di intervento.
Per quanto attiene gli accertamenti sulla terraferma, la procura ha incaricato il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare di: 1) individuare le diverse fonti di inquinamento nelle quattro aree ricadenti nei comuni di Aiello Calabro e di Serra Aiello; 2) effettuare le attività di caratterizzazione necessarie alla completa conoscenza della situazione ambientale delle aree citate, nonché dei sedimenti del torrente Oliva; 3) programmare ed effettuare gli interventi urgenti di messa in sicurezza necessari; 4) fornire una valutazione preliminare di eventuali profili di danno ambientale. Per lo svolgimento di tale incarico, è stata predisposta un’apposita Convenzione tra il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare e l’ISPRA.
Per quanto riguarda gli accertamenti a mare, la procura di Paola ha trasmesso il fascicolo alla direzione distrettuale antimafia di Catanzaro la quale, prontamente, in data 2 ottobre ha richiesto al Ministero di svolgere le attività di supporto tecnico. La Direzione generale per la protezione della natura ha avviato le procedure per l’individuazione del soggetto, pubblico e/o privato, cui affidare le attività di investigazione sottomarine del relitto ed il recupero dei fusti ai fini dell’accertamento del loro contenuto. Anche una nave della Saipem, società del gruppo ENI, che si è offerta gratuitamente per effettuare delle verifiche, è impegnata nelle operazioni, soprattutto per capire se si tratta del mercantile Kunsky. Intanto si sta procedendo da parte della magistratura alla verifica della presenza di ulteriori relitti in altre zone in cui si sospetti un carico nocivo per la salute e l’ambiente. Sono certe le notizie inerenti l’affondamento di una nave carica di rifiuti tossico-farmaceutici ad opera della ‘ndrangheta al largo delle coste livornesi e la Guardia costiera, in stretto coordinamento con l’autorità giudiziaria, ha già impostato un programma per la sua ricerca che probabilmente dalla settimana prossima sarà operativo. Per tale operazione sarà impiegata la nave scuola CP 406 Scialoja dotata, tra l’altro, di apparecchiature per il tracciamento dei fondali a scopo scientifico e di un radar in grado di rilevare qualsiasi massa ferrosa fino ad una profondità di 300 metri.
Gli accertamenti sugli accadimenti citati relativi all’affondamento di siffatte navi nel nostro mare evidenziano l’esigenza di una lotta sempre più serrata verso le ecomafie, oltre che la necessità di procedere a costanti operazioni di monitoraggio sui siti dei naufragi, con le coste e le aree limitrofe, al fine di provvedere tempestivamente a porre in essere gli interventi di messa in sicurezza e bonifica che si rendessero necessari. Il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare assume il proprio impegno all’interno della complessiva azione di Governo ad operare in tal senso a tutela dell’ecosistema marino e terrestre.

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