L’ultimo Consiglio dei Ministri ha decretato ,in ossequio alle legge finanziaria 2008, l’individuazione di 22 “zone franche urbane”,ovvero aree di particolare disagio sociale ed occupazionale per le quali si rende necessario un piano straordinario di strategie per lo sviluppo
e l’occupazione.In queste aree il governo ha previsto esenzioni fiscali e contributive riguardanti l’Ires,Irap,Ici e contributi previdenziali per la durata di 14 annualità ,ciò per stimolare la nascita di piccole e micro imprese onde rilanciare l’economia e l’occupazione.
Una manovra sicuramente concreta, vista l’imponente diminuzione dei costi, che potrà far nascere nelle zone interessate nuove imprese e far giungere capitali freschi, con erogazione di ossigeno per la grave disoccupazione esistente.
Ma vi è da rilevare però che,purtroppo, ancora una volta la provincia di Reggio Calabria, che è la più disagiata tra le aree sottosviluppate della nazione, viene ancora penalizzata, anzi completamente ignorata.Le uniche aree calabresi ove è stata prevista la “zona franca” sono Rossano, Crotone e Lamezia Terme. Mentre la città di Reggio Calabria, che registra una annosa sofferenza delle proprie imprese, il territorio di Gioia Tauro,provvisto di uno dei porti più importanti del mondo e la Locride, in cui l’industria del turismo e dell’artigianato,che poteva farne la fortuna, non è mai riuscita a decollare,sono state pervicacemente ignorate con il silenzio complice dei tanti politici,nazionali e regionali, emanazione di questi territori, che continuano però a dimostrare completa incapacità ad affrontare una qualsivoglia questione, intesa allo sviluppo di dette aree.
Questi signori probabilmente”non sanno quello che fanno” ,perché, per la maggior parte, sono privi dei minimi requisiti di preparazione e di capacità strategica e contrattuale necessaria ad imporre le giuste istanza, ma la popolazione che subisce non può continuare ad essere rassegnata, accettando supinamente tale poco qualificata rappresentanza,la cui inerzia e foriera solamente di danni per tutti.
Facciamo quindi qualcosa,non possiamo continuare in questo gioco all’autodistruzione.Mi rivolgo in particolare ai Sindaci,che più di tutti conoscono i bisogni di questi luoghi: siano essi, assieme a tutti coloro che desiderano veramente risalire la china, ad informare di tutto ciò la popolazione e a non appoggiare più i politici inetti, che nulla di positivo producono per le loro comunità sempre più abbandonate.
Franco Romeo
Presidente Consiglieri di minoranza della Locride




