Riceviamo e pubblichiamo: La Calabria vive uno dei suoi momenti più gravi e drammatici. Un’estate e un autunno a dir poco tragici con un bollettino continuo di danni, recenti e passati, che la Calabria ha subito per politiche folli e devastanti: rifiuti tossici; fabbriche della morte a Crotone e Paola, interi quartieri costruiti con sostanze inquinanti e cancerogene; depuratori sequestrati e un mare sporco lungo intere tratte della nostra costa; un territorio ferito che non tiene le prime piogge autunnali: coste devastate, litorali distrutti, smottamenti di costoni e terreni. E’ un bollettino da guerra, senza sosta, con costi umani e materiali enormi.
La Calabria paga una politica decennale dissennata del territorio e di uno sviluppo distorto. La necessità del lavoro, per lunghi decenni, ci ha fatto accettare industrie inquinanti e obsolete. Il nostro mare è diventato la pattumiera delle sostanze tossiche e radioattive in un intreccio perverso tra mafia, politica e poteri dello stato. La vulnerabilità idrogeologica è conseguenza di una politica del territorio scellerata che non si è mai posta la grande questione della prevenzione e del rispetto dei nostri luoghi come occasione di sviluppo e di lavoro. Le responsabilità dei vari governi nazionali e regionali succedutisi in questi decenni, accanto a quelle di numerosi sindaci, sono pesanti.
Adesso non si può più aspettare. E’ arrivato il tempo di dare priorità a un Piano straordinario per il risanamento e la rinascita della Calabria. Il governo Berlusconi non può continuare a disinteressarsi della Calabria, sottraendole fondi e non adottando le misure necessarie. Apprezziamo l’azione dell’ assessore all’ambiente, Silvio Greco e sollecitiamo il proseguo di affiancamento alla Procura di Paola.
La questione ambientale non può essere solo delegata agli sforzi dell’assessore ma deve diventare prioritaria nell’azione di tutta la giunta regionale. E’ arrivato il momento di dire basta alle politiche dei commissarimenti che non affrontano i problemi gravi, ma semplice scorciatoia dal rispetto dalle regole, dalle procedure e dai controlli. I fondi Por 2007/2013 non vanno dispersi in mille iniziative ma in un grande piano di recupero e di tutela del nostro territorio. Troppo tempo si è perso nel corso di questi anni in una politica timorosa e asfittica senza un’idea nuova della Calabria. Il centro destra ha fallito e continua a dimostrare la sua insensibilità verso il Sud. La scelta di portare i Bronzi di Riace a Roma è la dimostrazione che si vuole depauperare la nostra terra e rubarle tutte le migliori risorse. Serve una nuova politica del territorio che dica basta alla cementificazione selvaggia di città, coste, montagne.
Questa è l’unica scelta seria e responsabile da compiere: dire basta alla distruzione del territorio e mettere mano a un piano di risanamento e di riqualificazione dei centri urbani e dei nostri territori.
Per fare ciò è necessario un nuovo centro sinistra rinnovato negli uomini, nelle idee,nei metodi di governo facendo prevalere gli interessi generali rispetto a quelli personali e di potere. Sinistra Democratica vuole lavorare per mettere insieme un ampio schieramento dal Pd a IDV, alla sinistra e che coinvolga anche l’UDC e Pippo Callipo. Il nostro augurio è che il Pd sappia accettare la sfida del cambiamento e dei nuovi tempi per dare alla Calabria una nuova speranza e un nuovo domani.
Sinistra Democratica
Comitato Regionale




