– balneare che ha vissuto la nostra regione in merito ai danni causati dall’inquinamento lungo i litorali di tutte le province e non ultimo il drammatico problema delle tantissime navi dei veleni abissate nei nostri fondali, che, giorno dopo giorno, attraverso la stampa e i media stanno “affondando sempre di più la Calabria”, provocando sensibili e notevoli danni all’economia, all’occupazione ma anche all’immagine turistica della regione.
Precedentemente gli stessi problemi sono stati affrontati e rappresentati all’assessorato all’ambiente nella figura di Silvio Grego, in occasione della riunione tenutasi a Catanzaro per l’avvio del “patto per il mare” con la prima seduta alla presenza dei sindaci del litorale tirrenico cosentino. In tale riunione sono stati evidenziati i danni causati da una cattiva gestione dei depuratori all’imprenditoria turistica e al suo contesto e non solo alla pesca,sottolinea marra,comparto anche questo messo in ginocchio. Nell’incontro con l’assessore al turismo Guagliardi, Vito Marra ha descritto dettagliatamente i seri problemi che investono l’intera categoria e,nel contempo,ha rappresentato un quadro completo sulle diverse problematiche che insistono sul demanio marittimo, rimarcando,ancora una volta, una assoluta mancanza di politiche turistiche a sostegno dell’ imprenditoria balneare calabrese, che sino ad oggi, ha garantito senza alcun aiuto e sostegno , una qualità ed un’offerta di servizi davvero concorrenziali ad altre località rivierasche italiane di prestigio e storiche. a tal proposito basta notare lo sviluppo economico ed occupazionale dell’intero litorale costiero della città di Reggio Calabria, e del suo lungomare in particolare, che e’ avvenuto con la realizzazione delle strutture balneari e che ha dato , senza alcun dubbio,un salto di qualità nell’offerta turistica-balneare ed un incremento occupazionale sostanziale. Tutto ciò si è avuto grazie ad un’attenzione massima dell’amministrazione reggina e, nello stesso tempo, ad una preziosa concertazione e collaborazione con la categoria imprenditoriale.
Nel prospettare il quadro critico della situazione, il presidente Assobalneari Calabria – aderente a Federturismo Confindustria – Marra, rimarca ,ancora una volta, le disfunzioni e gli inadempimenti voluti dei vari assessorati competenti per la loro evidente superficialità nei confronti di questo settore e di tutta l’economia e indotto che ruota attorno al comparto turistico-balneare.
L’assessorato al governo del territorio (urbanistica e demanio) ha dimostrato un totale disinteresse alle varie questioni prospettate sulle inefficienze della gestione delle funzioni amministrative sul demanio marittimo con finalità turistiche-ricreative, non effettuando alcun controllo sulle attività dei comuni una volta trasferite le deleghe di competenza.
La regione Calabria ha trasferito le deleghe sulla gestione del demanio pur sapendo che la maggior parte di amministrazioni comunali non erano e non sono in grado di poterle gestire e proprio questo repentino trasferimento di competenze senza formazione del personale amministrativo ha creato e sta continuando ha creare seri problemi. Nonostante esistono normative nazionali e regionali ben precise sulla gestione delle funzioni amministrative sul demanio marittimo assistiamo, sottolinea Marra, giorno per giorno, a procedimenti, decisioni ed interpetrazioni in totale contrasto con la legislazione vigente in materia. Nel campo della pianificazione costiera esiste una legge regionale di riferimento (p.i.r.) che detta gli indirizzi ai comuni per la redazione dei piani comunali spiagge (p.c.s.), indirizzi e norme non prese del tutto in esame dai nostri amministratori, i quali, nella maggior parte risultano inadempienti sul fronte della stessa pianificazione. E la regione continua a dimostrare un enorme disinteresse. È vergognoso quanto sta accadendo nella nostra regione e molto più dovrebbero vergognarsi gli assessorati competenti. Gli imprenditori turistici-balneari continueranno, a tutela della categoria, a vigilare sull’operato delle regioni e dei comuni e, se costretti,agiranno a difesa dei propri interessi nelle sedi più opportune.




