”E’ innegabile come l’integrazione tra pianificazione delle iniziative di monitoraggio e tutela ambientale e processi di programmazione sanitaria rappresenti un elemento ineludibile per produrre ricadute positive sulla salute pubblica”. E’ quanto affermato dal commissario dell’Arpacal (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria ), Vincenzo Mollace, relazionando questa mattina nel corso della seconda giornata della Conferenza nazionale delle Agenzie ambientali, che si sta svolgendo alla Nuova Fiera di Roma. Mollace ha illustrato la programmazione che l’Arpacal ha attivato per potenziare la ricerca applicata, non solo nel settore ambientale, ma anche ”tenendo conto – ha detto il commissario dell’agenzia ambientale calabrese – delle esigenze espresse dalla programmazione regionale in materia sanitaria, attraverso un apposito protocollo d’intesa che preveda la realizzazione di una serie di centri di eccellenza che rappresentino un punto di incontro delle istituzioni che in Calabria si occupano di ambiente, sanita’ e ricerca accademica”. E’ il caso del CETA (Centro d’Eccellenza di Tossicologia degli Alimenti), del Centro Interdipartimentale di Epidemiologia Regionale (CERA) .Un esempio concreto e’ la definizione di un area di Ricerca Integrata nel settore della Cancerogenesi Ambientale. Questo percorso sinergico – che Mollace ha definito ”non limitativo delle attivita’ ordinarie che Arpacal svolge nell’ambito dei propri compiti istituzionali” – si concretizza anche con una serie di attivita’ di divulgazione e sensibilizzazione verso la popolazione calabrese.




