Carpivano dati personali, anagrafici, fiscali, numeri di conto correnti postali e bancari, numeri di carte di credito ed infine anche le password d’accesso segrete al fine di truffare le vittime che, dopo giorni, visionando l’estratto conto, si accorgevano di ammanchi a volte considerevoli sul proprio conto corrente. Gli agenti della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Catanzaro, sezione dipendente dal Compartimento Polcom di Reggio Calabria, dopo indagini scaturuiti dalel denunce presentate dalle vittime contro ignoti, hanno denunciato 16 persone ritenute responsabili a vario titolo di accesso abusivo ad un sistema informatico), detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici, frode informatica e furto. Gli agenti della polizia telematica hanno scoperto che i soldi “rubati” con la tecnica del “phishing”(storpiatura del verbo inglese “to fish”: pescare) erano serviti per pagare bollette Enel oppure per effettuare ricariche telefoniche, o ancora per ricaricarsi la propria carta di credito e altro ancora. Secondo emerso dalle indagini, i truffatori inviavano una email contraffatta con la grafica e i loghi ufficiali di un istituto bancario richiedendo la compilazione di un modulo allegato alla email o linkato ad una pagina web, per riuscire ad ottenere i codici segreti di accesso. Nel caso di Poste Italiane si attirava invece l’attenzione della vittima con l’espediente della vincita di “bonus fedelta’” (pari a euro 100 o 200), per riscuotere il quale e’ necessario inserire dati e password personali del proprio conto corrente. (AGI)




