Allarme cassa integrazione nel 2008. Il ricorso alla cig l’anno scorso e’ aumentato del 24,6% rispetto al 2007, una vera e propria impennata che ha portato il numero complessivo di ore passate dai lavoratori lontano dalle fabbriche a 223 milioni. Praticamente 13 ore per italiano, considerando anche i dipendenti che non godono di questo tipo di ammortizzatori, come i lavoratori del pubblico impiego o i precari. A fare il punto sulla gravita’ della situazione per il tessuto produttivo italiano e’ uno studio del dipartimento politiche territoriali e del lavoro della Uil, che evidenzia come il boom della cassa integrazione interessi praticamente tutto il territorio italiano, con dei picchi nelle zone piu’ industrializzate del Paese, come la provincia di Torino, ma anche in aree a minor intensita’ operaia, come Frosinone. Quello che le due province hanno in comune e’ pero’ la presenza della Fiat – e dell’indotto che vi ruota intorno – con lo stabilimento di Mirafiori a Torino e con quello di Cassino nel territorio della citta’ laziale. Secondo le rilevazioni della Uil, e’ stata sopratutto la cassa integrazione ordinaria ad aumentare: l’anno scorso sono state autorizzate oltre 113 milioni di ore, con un incremento del 60,4% rispetto al 2007, mentre per la cassa integrazione straordinaria le ore autorizzate sono state 110 milioni, con un aumento piu’ contenuto, dell’1,24%. Stilando una classifica delle 10 province con il piu’ alto numero di ore di cig in rapporto al numero totale dei lavoratori dipendenti, Frosinone e’ appunto in testa con 52,3 ore pro capite medie annue. Seguono Biella (51,9), Matera (51,6), Varese (48), Potenza (43), Caserta (39,5), Nuoro (39,3), Rovigo (30,2), Vercelli (20) e L’Aquila (28,3). La fotografia cambia guardando al dato secco delle ore complessivamente autorizzate: in questo caso e’ in testa Torino con oltre 20 milioni di ore (+21,3% sul 2007). Al secondo posto Varese con oltre 14 milioni di ore (ben +87,6%), seguita da Milano con oltre 9 milioni d ore (-13,1%) e Napoli con oltre 7 milioni (+39,9%). Frosinone conta quasi 7 milioni di ore, in aumento del 43%. ”Il disagio che stiamo descrivendo – spiega Guglielmo Loy, segretario confederale della Uil – si deve misurare tenendo conto anche di altri fattori, a partire dal dato della disoccupazione che misura lo stato di salute o crisi di ogni singolo territorio”. In questo caso la situazione piu’ drammatica e’ quella di Agrigento, con un tasso di disoccupazione del 16,7%, seguita da Enna (16,3%), Caltanissetta (15,7%), Palermo (15,5%), Vibo Valentia (14,8%) e Lecce (14,5%). Percentuali che si confrontano con un tasso di disoccupazione nazionale del 6,1% rilevato dall’Istat nel terzo trimestre 2008. Combinando le due componenti, disoccupazione e cig, la citta’ dove il disagio e’ maggiore e’ Nuoro, con una disoccupazione oltre il 10% e 39 ore di cassa a testa. Quello che occorre fare, sottolinea Loy, e’ ”aumentare gli stanziamenti, oggi ancora insufficienti, per gli ammortizzatori sociali”. Ma a livello territoriale serve anche ”un’azione straordinaria di formazione e riqualificazione nelle fasi di inoccupazione, un sostegno alle fasce deboli del mondo del lavoro e uno sviluppo dell’azione solidaristica degli enti bilaterali promossi da imprese e sindacati”. (ANSA)




