“Siamo al secondo tempo di una partita, il cui primo e’ stato Tangentopoli. Allora i settori politicizzati della magistratura colpirono i socialisti e salvarono i comunisti. Oggi, evidentemente, il problema e’ esploso in tutta la sua portata e a pagare sono quelli che all’epoca furono graziati. Non si tratta di singoli episodi, ma di un fenomeno diffuso ed esteso rimasto quiescente per tanto tempo. Le radici risalgono alla circostanza per cui, durante la prima Repubblica, se era vero che il Pci-Pds era fuori dal governo formale del Paese, in funzione della, cosi’ detta, ‘conventio ad excludendum’, era pero’ dentro il governo spartitorio delle risorse pubbliche in funzione della, cosi’ detta, ‘conventio ad associandum’. Basta considerare la presenza, di allora, dei comunisti in tutti i posti di ‘sottopotere’ e gestione delle risorse, per rendersi conto di cosa stiamo parlando”. Lo dice il vicepresidente del Senato Domenico Nania, del pdl. “Insomma, quei colpi di Tangentopoli, che i Pm non hanno fatto esplodere allora, stanno esplodendo ora -aggiunge l’esponente del centrodestra- in tutta la loro virulenza, e quello che si vede e’ solo la punta dell’iceberg. Campania, Toscana, Abruzzo e Calabria, e le citazioni potrebbero continuare, dimostrano che la corruzione e la criminalita’ riguardano oggi il centrosinistra e che noi dobbiamo impegnarci per risolvere questi mali, non come fecero allora, gli ex comunisti addossando tutte le colpe ad una parte ed autoassolvendosi, ma costruendo insieme una nuova etica pubblica e rilanciando l’onesta’ della politica come bene pubblico”. “In altre parole, l’onesta’ -conclude Nania-non puo’ essere un’arma invocata dall’opposizione contro chi governa, ma un valore e un modo di comportarsi da seguire come stile di vita e realizzazione dell’interesse pubblico sia per chi sta all’opposizione sia per chi sta al governo”. (Adnkronos)




