Le relazioni del Presidente della Giunta regionale, on. Agazio Loiero, e dell’assessore alla Salute, Vincenzo Spaziante, sulla Sanità calabrese e le condizioni del relativo sistema regionale ci lasciano molto perplessi.
Le informative del Governo non sono andate oltre un modesto “compitino”, il cui concreto dipanarsi dipende per intero dall’effettiva volontà di dialogare con tutte le forze politiche in Consiglio regionale e con tutti i calabresi: non basta fare “mea culpa” per la propria, enorme parte di responsabilità. La cosa necessaria adesso è riflettere, prendere nota di quanto emergerà nel dibattito consiliare fissato per il 14 novembre p.v., agire di conseguenza mettendo in pratica la concertazione finora solo annunciata.
Ci ha invece sconcertato la relazione tecnica dell’assessore Spaziante che ha cercato di coprire in tutti i modi le gravi omissioni, gli svarioni e la pochezza programmatica e culturale che hanno caratterizzato, in modo ideologico, la gestione Lo Moro della Sanità.
Nessuno mette in dubbio la perfetta buona fede di Spaziante; ma crediamo che di fronte a una tale pochezza di novità, qualsiasi componente di una Giunta regionale dovrebbe avvertire senso del pudore e rassegnare le proprie dimissioni.
A che serve disegnare sacrifici immensi per i cittadini della Calabria, dolorose chiusure di reparti e, se abbiamo capito bene, perfino d’interi ospedali, quando neppure si vuol fare i conti con gli scandalosi debiti arretrati?
Si manifesta evidente l’assenza di un qualsiasi piano per il recupero dello sfascio esistente e per il rilancio di un settore basilare per il cittadino e prezioso come il servizio sanitario regionale. Ma pare ormai chiaro, dalle parole del presidente Loiero e dell’assessore Spaziante, che persino le rivendicazioni di medici e altri operatori della Sanità calabrese siano destinate a cadere nel nulla. L’ignobile condizione di precarietà lavorativa di centinaia di straordinari professionisti sembra non scuotere minimamente le coscienze di chi governa la nostra Regione, malgrado le proteste riempiano ormai tante piazze calabresi.
C’è di più: apprendiamo solo dalla stampa che un assessore regionale di altro settore pronto a strumentalizzare , insieme a compari di merende della sinistra estrema, tutto e tutti, starebbero elaborando uno strumento normativo che preveda la stabilizzazione di alcuni e non altri precari; forse fidati amici di apparato ed in settori particolari? insomma salviamo i nostri attraverso procedure tutte da scoprire ed inventare.
Di fronte a questo atteggiamento veteromarxista, di fronte alla cultura dell’inganno criptato noi pronunciamo un “no” grande quanto una casa: se è questa la concertazione auspicata da lorsignori, rinviamo al mittente e non ci saranno margini per un dialogo.
Mettiamo subito le cose in chiaro: se il processo di stabilizzazione si metterà in moto, com’è auspicabile che avvenga anche perché, malgrado le mille obiezioni e difficoltà che vengono poste, le risorse per farlo ci sono, dovrà avere inizio per tutte le categorie di operatori precari della Sanità e con l’individuazione temporale dell’attività svolta.
Ci sono professionisti che hanno lavorato per lustri nel precariato e che ora, da poco tempo, non hanno avuto rinnovato il contratto.
Fare “figli e figliastri”, distinguere artatamente tra medici e infermieri, tra dipendenti di una o dell’altra categoria sarebbe un errore imperdonabile, in un momento in cui la Regione Calabria non se ne può permettere ormai nessun altro.
Piuttosto sarà necessario provvedere e subito alla nomina di un direttore generale dell’Azienda degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria “Bianchi-Melacrino-Morelli”, perché continui l’ottima attività svolta dall’ing. Pangallo e dal suo staff, sul piano del risanamento economico e della programmazione aziendale, ma soprattutto, perché si possa scrivere la parola fine alla ormai annosa vicenda della Cardiologia, e della definizione della pratica “Centro Cuore” tanti amici sostenitori, ma anche, tanti nemici dell’area Cosentina e Catanzarese.
Non è consentito a nessuno strumentalizzare vicende e pratiche politiche che hanno al centro la salute delle persone e il buon andamento della gestione sanitaria del nostro territorio. Su tutto questo, nei prossimi giorni, inizieremo un confronto in tutta la regione perché sulla sanità nessuno può pensare di vivere di rendita o di perpetuare antiche culture strumentalistiche.
On. Giovanni Nucera
Consigliere Regionale della Calabria
Coordinatore Regionale Popolari Liberali




