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Scuola: Legambiente, “salviamo i piccoli comuni”

18 Ottobre 2008
in CITTA
Tempo di lettura: 2 minuti
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“E’ un vero e proprio attentato alla vita dei piccoli Comuni e della sua gente quello che il Governo intende perpetrare attraverso i tagli alla pubblica istruzione e alle scuole.” Questa l’opinione di Legambiente Calabria in relazione al decreto legge n. 154/2008 pubblicato il 7 ottobre scorso che, sotto le spoglie delle “disposizioni urgenti per il contenimento della spesa sanitaria e in materia di regolazioni contabili con le autonomie locali”, avvia, in maniera subdola, il piano di dimensionamento delle istituzioni scolastiche.

“E’ incredibile – ha dichiarato Maria Rosaria Paluccio, responsabile regionale di Legambiente Scuola e Formazione –  che un governo pensi di decidere a tavolino il futuro di tante comunità. Accorpare le scuole con meno di 500 alunni in una regione come la Calabria che deve affrontare una situazione dove ben 354 Comuni sono interessati da ‘disagio insediativo’, un marcato gap economico e culturale rispetto al resto delle regioni europee e una pesante presenza e aggressione della criminalità organizzata, non è risparmio per le casse dello Stato, è lo Stato che abbandona una parte del suo territorio e delle sue genti”.

Ad un simile taglio non reggeranno neanche i plessi con meno di 50 alunni sparsi per le aree di montagna e di pianura che il ministro Mariastella Gelmini, sotto la spinta del Ministro Giulio Tremonti, ha deciso di far sparire per incanto. Le previsioni di Legambiente, su dati del ministero della Pubblica istruzione, evidenziano che nella nostra regione i plessi frequentati da meno di 50 alunni sono 1.237: almeno 34 piccoli Comuni rimarranno senza scuole e 323 istituzioni scolastiche saranno accorpate. “Siamo senza parole, ma non possiamo subire passivamente un provvedimento che nega il diritto allo studio a tutti coloro che vivono in aree già a rischio di estinzione – sottolinea Maria Maranò, coordinatrice nazionale di Legambiente Scuola e Formazione che domenica scorsa ha incontrato a Lamezia Terme gli insegnanti e i soci dei circoli calabresi per avviare una specifica campagna sul tema.

E’ difficile che in questo contesto la qualità dell’insegnamento si innalzi. Al contrario, saranno tanti i bambini che la mattina dovranno spostarsi nei paesi limitrofi per andare all’asilo o a scuola e i Comuni dovranno accollarsi i costi dei trasporti.

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