Non sarebbe riconducibile a tensioni tra i magistrati che seguono le indagini dell’inchiesta “Why not” l’assenza del sostituto procuratore Pier Paolo Bruni al vertice di ieri del pool, svoltosi come ogni martedi’ nella sede della Procura generale di Catanzaro. L’assenza di Bruni aveva dato adito a interpretazioni su nuovi dissapori tra il magistrato della Procura di Crotone, applicato all’inchiesta nel capoluogo, ed i suoi colleghi. A fare pensare ad una possibile divisione anche il precedente tra lo stesso magistrato e il pool: la scorsa estate, infatti, Bruni chiese con una lettera di essere sollevato dall’incarico. Secondo quanto apprende l’AGI, invece, Bruni non avrebbe partecipato alla riunione di ieri semplicemente perche’ impegnato nell’inchiesta sui rifiuti tossici di Crotone. In mattinata, infatti, il sostituto procuratore si era recato a Catanzaro per una riunione nella Direzione distrettuale antimafia (alla quale e’ anche applicato) proprio per la vicenda dei rifiuti; quindi si sarebbe spostato a Crotone, dove era in programma un’ulteriore attivita’ ordinaria in relazione all’inchiesta “Black Mountains”. Della sua assenza alla riunione settimanale, peraltro, sarebbe stato informato per tempo anche il procuratore generale della Repubblica, Vincenzo Iannelli. Nessuna nuova divisione, dunque, emergerebbe nel pool. I magistrati, peraltro, stanno lavorando per scongiurare il rischio prescrizione dell’indagine (a suo tempo avviata dal sostituto procuratore Luigi de Magistris) che ruota intorno a un presunto giro di affari ed alla gestione illecita di fondi europei, coinvolgendo personalita’ politiche, con un possibile ruolo della massoneria sullo sfondo. (AGI)




