“Non sono quelle istituzionali le riforme prioritarie per la Regione Calabria’”. Lo affermano i consiglieri regionali Nino De Gaetano (Rifondazione comunista) e Michelangelo Tripodi (Comunisti italiani), intervenendo a margine della conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari riunita a palazzo Campanella. “Riteniamo – dichiarano De Gaetano e Tripodi – che quest’ultimo scorcio di legislatura vada interamente dedicato alla realizzazione di riforme molto attese dai calabresi come il nuovo Piano sanitario e la nuova legge sui servizi sociali, senza trascurare la stabilizzazione di tutti i precari della
regione e la creazione di nuove opportunità occupazionali attraverso un’attenta pianificazione dei fondi europei”. “In ogni caso – proseguono – se si vuole discutere di legge elettorale e di riforma dello Statuto, crediamo che il principale obiettivo da perseguire sia il miglioramento dell’attuale normativa, approvata al termine della precedente legislatura con un colpo di mano del centrodestra e colpevole di aver drasticamente ridotto lo spazio democratico. Al centro di ogni riflessione sulla nuova legge elettorale va innanzitutto considerata la necessità di rafforzare la democrazia e di garantire il diritto alla rappresentanza anche delle forze minori: per questo Rifondazione comunista e Comunisti italiani dicono no allo sbarramento elettorale sia a livello di coalizione che a livello di singolo partito e chiedono una profonda modifica della legge in vigore. Se invece qualcuno immagina di utilizzare la riforma dello Statuto e della legge elettorale per il raggiungimento di obiettivi specifici, in contrasto con queste esigenze di ampliamento della partecipazione, siamo pronti ad opporci con tutti gli strumenti democratici a nostra disposizione”.
regione e la creazione di nuove opportunità occupazionali attraverso un’attenta pianificazione dei fondi europei”. “In ogni caso – proseguono – se si vuole discutere di legge elettorale e di riforma dello Statuto, crediamo che il principale obiettivo da perseguire sia il miglioramento dell’attuale normativa, approvata al termine della precedente legislatura con un colpo di mano del centrodestra e colpevole di aver drasticamente ridotto lo spazio democratico. Al centro di ogni riflessione sulla nuova legge elettorale va innanzitutto considerata la necessità di rafforzare la democrazia e di garantire il diritto alla rappresentanza anche delle forze minori: per questo Rifondazione comunista e Comunisti italiani dicono no allo sbarramento elettorale sia a livello di coalizione che a livello di singolo partito e chiedono una profonda modifica della legge in vigore. Se invece qualcuno immagina di utilizzare la riforma dello Statuto e della legge elettorale per il raggiungimento di obiettivi specifici, in contrasto con queste esigenze di ampliamento della partecipazione, siamo pronti ad opporci con tutti gli strumenti democratici a nostra disposizione”.




