“Mentre la Calabria è ultima in Europa, non mi pare che la cosa più saggia per le forze politiche sia di contrapporsi sul percorso che dovrà portare al nuovo Governo della Regione nel 2010”.
Michele Trematerra – capogruppo dell’Udc – a proposito delle polemiche di questi giorni, asserisce: “E’ un copione già visto. Vedere gli uni contro gli altri, e tutti polemizzare con noi, perché noi intendiamo capovolgere i termini del dibattito, non aiuta le conclusioni costruttive”
Argomenta: “A nostro avviso, se non si dà ossatura e scopo a una Regione resa negli anni elefantiaca, è quasi impossibili rilanciare lo sviluppo. In una Calabria che soffre del discredito nazionale ed internazionale, il dibattito non può seguire i vecchi schemi, né può esaurirsi nella corsa alla candidatura a Presidente. Se cosi fosse, la Calabria non avrebbe più speranze. Lo sforzo, politico e culturale, che stiamo tentando consiste nel capire se in Calabria c’è la possibilità di mettere assieme il meglio della politica e il meglio delle istanze della società civile, per affrontare la prossima stagione, che dovrà essere una legislatura straordinaria e di scopo, sulla base di un programma che contenga pochi punti su cui dovrà crearsi la convergenza delle forze politiche e sulle quali si potranno creare quindi le alleanze. Ecco perché, a chi ci invita a esporci su un fronte o sull’altro, noi rispondiamo: parliamo di cose da fare, di problemi da affrontare, di obiettivi da conseguire. Partendo da una constatazione: le formule politiche fin qui conosciute dalla Calabria, sono state del tutto insufficienti; e quella attuale di centrosinistra aggiunge alle proprie, che sono tante, le insufficienze delle altre”.
Aggiunge Trematerra: “Se questo desiderio di rinnovamento, che avvertiamo nella società calabrese, non ci fosse nel mondo della politica, significherebbe che la politica ha subito un avvitamento irreversibile su se stessa irreversibile. E’ davvero strano che sia da una parte che dall’altra non s’ intenda che la sfida verte sui temi da noi indicati. O la Calabria smette il volto rassegnato di chi chiede continuamente risorse aggiuntive allo Stato e all’Europa, senza mai riuscire a organizzare da sé un sistema politico ed amministrativo efficiente, o non ci sarà futuro. Forse proprio la nostra posizione politica, ci consente di guardare alle questioni che più interessano i cittadini. E sul piano dell’innovazione legislativa, penso per esempio alla valorizzazione del capitale cognitivo, dell’edilizia per le giovani coppie e contro il carovita, l’Udc ha già dimostrato come si possa migliorare il sistema”.
Conclude il capogruppo dell’Udc: “Il problema è che, se non cambia il metodo di aggregazione e se le stesse non diventano meno permeabili agli interessi congiunturali, noi le cause strutturali del sottosviluppo calabrese non riusciremo mai ad affrontarle. Non è solo questione di centrosinistra o centrodestra, come ha già sostenuto l’on. Talarico. Noi poniamo oggi una questione di rinnovamento della politica e di nuovo approccio con i problemi come condizione preliminare per concretizzare una buona amministrazione. Se cosi non fosse, anche l’impegno in politica per moltissimi di noi risulterebbe poco accattivante, specie per chi intende la politica non come un fine, ma come un mezzo per risolvere i problemi”.




