La congiuntura economica sfavorevole si fa sentire anche sulle vacanze degli italiani che quest’anno hanno deciso di ridurre il numero di giorni a disposizione. Secondo un’indagine effettuata da Federalberghi, infatti, le notti fuori casa passano da una media di 15 del 2007 a 12 di quest’anno, mentre la percentuale dei turisti che faranno vacanze da 4 a 7 notti passa dal 20,7% del 2007 al 35,9% del 2008. Ridotta anche la vacanza principale che si ferma ad 11 notti rispetto alle 12 notti del 2007. La spesa stimata per questa vacanza estiva principale sara’ di 861 euro (rispetto agli 825 euro del 2007) che determineranno un giro d’affari pari a 20,2 miliardi di euro (rispetto ai 18,5 miliardi di euro del 2007). Nel dattaglio, per la vacanza principale in Italia verranno spesi in media a persona 732 euro rispetto ai 695 euro del 2007. Per la vacanza oltreconfine la spesa media pro-capite si attestera’ invece sui 1.235 euro rispetto ai 1.212 Euro del 2007. L’invariante rispetto agli scorsi anni e’ comunque quella sul posto scelto per le vacanze: il mare. Il 74,2% preferira’ la spiaggia (rispetto al 75,4% del 2007) con il dettaglio che vede il 66,5% che scegliera’ il mare della Penisola o delle due isole maggiori, mentre il 7,7% (rispetto al 7% del 2007) si riversera’ nelle isole minori. Segue in classifica generale la montagna con il 16,2% delle preferenze (rispetto al 15,3% del 2007), e le localita’ d’arte con il 2,7% (rispetto al 2,9% del 2007). Tenuta nelle localita’ termali e lacuali dove si attestera’ l’1,1% della domanda complessiva italiana. Sorprese invece per quanto riguarda il periodo: agosto perde appeal e scende dal 56,2% del 2007 al 50,5% delle preferenze. Segue in classifica luglio che sale al 26,2% di quest’anno rispetto al 23,1% del 2007. Quindi settembre raccoglie ben l’12,1% delle scelte rispetto al 11,1% del 2007. Chiude giugno che sale anch’esso attestandosi ad una quota di mercato del 9,7% rispetto al 7% del 2007. Le regioni piu’ gettonate l’Emilia Romagna, regina dell’estate 2008, con il 12,8% di preferenze della quota di mercato di italiani; la regione adriatica distanziera’ la Sardegna ferma all’11,1% delle preferenze; seguono la Toscana con il 10,8%, la Sicilia con il 9,4%, la Puglia con l’8%, la Calabria con il 7% ed il Trentino Alto Adige con il 6,5%. Per quanto riguarda invece l’estero, aumentano le preferenze per le grandi capitali europee (41,8% rispetto al 30,7% del 2007), un lieve incremento dei mari tropicali (14,2% rispetto al 13,3% del 2007) ed un aumento prevedibile delle grandi capitali extraeuropee con New York in cima alla classifica (13,3% rispetto all’11,1% del 2007). Un quadro quindi che presenta alcune luci e molte ombre, soprattutto per il settore alberghiero che vede ridotte le prenotazioni. Un allarme lanciato dallo stesso presidente di Federalbeghi e di Confturismo, Bernabo’ Bocca che parla di ”stagione nera”. ”Stiamo vivendo una situazione molto negativa – afferma Bocca -. Le previsioni si stanno avverando: gli alberghi delle citta’ d’arte sono in crisi a causa del deprezzamento del dollaro nei confronti dell’euro. Le strutture alberghiere stanno accusando cali a doppia cifra e d’altra parte, nelle spiagge, la stagione estiva sta facendo registrare meno presenze. Siamo in presenza di una crisi molto pesante a causa del calo delle presenze di turisti americani e giapponesi: e’ un’annata da dimenticare”. Gli alberghi stanno reagendo alla situazione intervenendo sui costi ”anche vendendo sotto al livello di costo per attrarre clientela anche se i costi, soprattutto sul lato del personale, sono molto alti. Si sta cercando di operare delle razionalizzazioni”, ma per Bocca serve un sostengo al settore da parte della politica anche attraverso gevolazioni sui finanziamenti per le ristrutturazioni alberghiere. ”Chiediamo di essere messi in grado di competere ad armi pari con gli altri paesi europei sul fronte fiscale: non si puo’ pensare di essere competitivi con un’Iva al 10%, quando in Francia l’imposta e’ del 5,5% e in Spagna del 7%. Credo che se gli alberghi italiani avessero un’Iva sul livello di quella francese, potendo poi utilizzare il resto negli investimenti la musica cambierebbe”. Un capitolo a parte riguarda poi l’attivita’ di promozione del nostro paese che, sempre secondo il presidente di Federalberghi, deve essere indirizzata non solo all’estero ma anche verso gli italiani stessi. ”Troppo spesso andiamo a fare promozioni all’estero, dimenticandoci della prima risorsa che sono gli italiani – aggiunge Bocca -. L’Enit, cosi’ com’e’ non serve a niente, se vogliamo fare comunicazione dobbiamo farla bene e seriamente: 20 milioni all’anno non servono niente a nessuno. O si cambia lo statuto dell’Enit, permettendogli di fare promozione anche in Italia oppure l’ente non serve a niente”. Oltre a cio’ conclude Bocca, ”il turismo ha assoluta necessita’ di un ministero: oggi con la Commissione europea le battaglie importanti si combattono in Europa, dove serve una presenza forte di un ministro, non di un sottosegretario”. (Asca)




