In Italia la percentuale di giovani che abbandonano precocemente gli studi e’ ancora superiore a quella degli altri paesi europei.
La dispersione scolastica e’ particolarmente critica al Sud, dove il numero di abbandoni supera il 25%. Un dato nettamente superiore alla media nazionale che si ferma poco sotto il 20%, con il nord-ovest al 18%, il nord-est al 15% e il centro a circa il 13%. I dati sono contenuti nello studio della Banca d’Italia dedicato all’economia delle Regioni nel 2007, pubblicato lo scorso 21 luglio. La denuncia del ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, sulla qualita’ della scuola nel meridione trova conferme nel fatto che ”il divario territoriale e’ esteso a tutti i tipi di scuola. Gli studenti dei licei del Centro Nord, al contrario di quelli del Mezzogiorno, hanno risultati superiori alla media OCSE, cosi’ come gli studenti degli istituti tecnici delle regioni del Nord. Gli iscritti negli istituti professionali, prosegue lo studio di Bankitalia, hanno invece punteggi medi inferiori, indipendentemente dalla localizzazione geografica”. Secondo lo studio, una minore precarieta’ degli insegnanti potrebbe essere l’arma in piu’ per combattere la fuga degli studenti dalla scuola. Questo perche’ ”l’efficacia del sistema scolastico non dipenderebbe dal numero dei docenti impiegati ma dalla loro composizione”. In particolare”una minore percentuale di docenti a tempo determinato contribuirebbe a ridurre il rischio di dispersione, cosi’ come la presenza del tempo prolungato nella media inferiore”. (ASCA)




