”Qualche settimana fa, durante la convulsa fase congressuale, alcuni dirigenti calabresi del Prc accusarono Paolo Ferrero ed altri firmatari del documento n.1 di ‘para-leghismo’. Non accettavano che nessuno potesse immischiarsi negli ‘affari’ del partito regionale, pena la dispersione di pesanti invettive contro i ‘piemontesi’ di turno, rei di ‘nutrire pregiudizi antimeridionali’. Oggi quegli stessi dirigenti, spingendo all’estremo il loro ragionamento, si rendono protagonisti di un atto ancor piu’ grave: la secessione del Prc della Calabria, o meglio di una parte consistente di esso, dal resto del corpo del partito”.
Lo afferma Omar Minniti, consigliere provinciale di Reggio Calabria e componente del Comitato politico regionale e nazionale del Prc.
”La decisione unilaterale di rientrare nella giunta Loiero, in barba a ogni tentativo di mediazione da parte del segretario Ferrero e ai ricorsi inoltrati al Collegio di garanzia, crea un fossato difficilmente colmabile tra la dirigenza nazionale e quella calabrese, che forse anticipa lo scenario politico che l’intero Prc si trovera’ innanzi in autunno. Con una fazione del partito, quella arroccata su posizioni oltranziste verso la ‘costituente di sinistra’ e piu’ governiste, pronta a compiere atti di ammutinamento sempre piu’ palesi contro la linea emersa da Chianciano e a lavorare per la costruzione di un soggetto diverso dal Prc.
Un soggetto subalterno al Pd, di fatto la sua ‘ala sinistra’, e pronto ad allearsi finanche con l’Udc di Casini.
Di cio’ – prosegue Minniti – se ne sono resi conto anche numerosi compagni calabresi che, pur non rinnegando nulla della recente battaglia congressuale, dove hanno sostenuto con convinzione il documento Vendola, non intendono seguire Scarpelli, Guagliardi e gli altri nel baratro in cui stanno conducendo il Prc in questa regione. Con questi compagni – conclude il consigliere – e tutti gli altri militanti che hanno a cuore le sorti del partito, opereremo in sinergia a partire dal prossimo congresso regionale per ricostruire una Rifondazione all’altezza delle lotte che la vedranno protagonista nei mesi e negli anni venturi”. (Asca)




