Qualche mese fa il capo di gabinetto del Presidente del Consiglio regionale ha risposto ad una denuncia della UIL FPL relativamente alla costituzione di una società in house finalizzata alla stabilizzazione del precariato. Ci lascia alquanto perplessi per una serie di ragioni, prima fra tutte non abbiamo letto in nessun articolo della finanziaria che per la stabilizzazione si può ricorrere alla costituzione di una società in house; è altrettanto vero che la società in house costerà in ogni caso di più di quanto costano oggi i cosiddetti lavoratori precari. Il capo di Gabinetto sostiene, su strill:” La nuova società, infatti, avrà costi assai più contenuti……… Gli organi burocratici saranno ridotti al minimo di legge ed i componenti del c.d.a. saranno retribuiti a gettone.” Senz’altro ci sarà il costo dei gettoni del consiglio d’amministrazione che ridotto o non ridotto che sia rappresenterà un costo in più, oltre, naturalmente, alla creazione di un nuovo carrozzone che aggraverà sin da ora e nel prossimo futuro il costo della politica. Ovviamente questo servirà alla politica per creare ulteriori posti di sottogoverno e collocare altri uomini di “fiducia”. Sfugge inoltre al capo di gabinetto che i costi per costituire una SPA o altro tipo di società saranno a carico dell’Amministrazione come a carico saranno i dipendenti che si dovranno occupare dell’amministrazione della stessa società, o daremo incarico a qualche studio di consulenza esterna per gli stipendi, la contabilità e quant’altro previsto per far funzionare la società in house che tradotto letteralmente vuol dire IN CASA?
L’elemento che più ci tocca da vicino come Organizzazione sindacale è la stabilizzazione del precariato e purtroppo su questo punto non è il capo di gabinetto l’interlocutore idoneo, anche perché quando qualche volta è stato interpellato ci ha risposto che non ha mai avuto da parte del Presidente deleghe a trattare su problematiche del personale del consiglio come d’altronde è giustissimo, non è questo il suo ruolo.
Quindi rivolgiamo un ulteriore appello al Presidente del Consiglio regionale che convochi con urgenza un tavolo di concertazione sul fabbisogno triennale, per come previsto dalle norme in vigore, poiché l’ultimo fabbisogno concertato risale al 2002 precisamente sei anni addietro, quando la normativa prevede addirittura una rivisitazione annuale.
Tornando alla società in house la Corte di Giustizia ha delineato i limiti del ricorso all’affidamento in questione, stabilendo che si ricorre alla costituzione di una società in house per l’Affidamento di servizi pubblici locali aventi rilevanza economica.
Infatti la stessa Corte specifica che si tratta dell’affidamento diretto, ossia senza gara di un appalto derogando al principio di carattere generale dell’evidenza pubblica.
Ancora non riusciamo a capire quale appalto dovremmo affidare alla costituenda società.
E’ utopia far capire alla UIL la buona politica del Consiglio regionale – parole usate da Capo di gabinetto ed ha perfettamente ragione – se la buona politica è procedere oggi ad un aumento del numero dei precari per poi stabilizzarli nella costituenda società, senza controlli di alcun genere.
In merito ai requisiti, sicuramente al capo di gabinetto sfugge che il Consiglio regionale ha fatto costituire delle cooperative ed ha affidato in maniera diretta le attività che ad oggi stanno svolgendo i soci lavoratori delle cooperative con una sorta di rapporto diretto con l’Amministrazione. I soci lavoratori a spese del consiglio regionale sono stati professionalizzati, hanno seguito dei corsi hanno dei titolo specifici e svolgono il loro lavoro egregiamente da circa dieci anni.Un appello al Presidente del Consiglio regionale della Calabria On Giuseppe Bova: continui nella sua opera di riduzione dei costi della politica ma vigili affinché si riducano con una operazione legislativa e non si aumentano con operazioni amministrative .Ricordando che la costituzione della società dovrebbe avvenire con legge regionale, così come stabilito dallo Statuto, auspichiamo che ciò non avvenga altrimenti saremo costretti a ricorrere alla giustizia per la violazione delle corrette relazioni sindacali che vedrebbero il Consiglio regionale ancora una volta soccombente.
Franco Criaco UIL FPL