Dal Pdci Calabria riceviamo e pubblichiamo
Se l’autosospensione dei 250 iscritti della federazione del PdCI di Crotone era una millanteria come aveva giustamente sottolineato Oliviero Diliberto, l’autosospensione di 1300 iscritti calabresi dal PdCI strombazzata nella conferenza stampa di Cosenza rappresenta una bufala colossale.Se avessero avuto questi numeri avrebbero partecipato al congresso e si sarebbero contati, invece scappano dal confronto e scappano dal congresso perché sanno di essere esigua minoranza e perché sanno di non avere argomenti da dovere presentare al confronto e al dibattito.La verità è che hanno scelto di usare la strada dell’uscita clamorosa e tentano, senza ovviamente riuscirci, di fare più danni possibili.Dare i numeri è facile quando sono frutto di pura invenzione e falsificazione della realtà, difficile invece è dimostrare la reale consistenza dei numeri virtuali nelle situazioni concrete che smentiscono clamorosamente, nei fatti, le cifre di cui parlano i cosiddetti autosospesi della conferenza stampa di Cosenza. La sgangherata compagnia che lì si è raccolta non è altro che la cordata pro-Bianchi che per ottenere favori, posti e prebende varie dall’ex ministro dei trasporti aveva votato contro la mozione di sfiducia nei suoi confronti.Oggi a dimostrazione di un’organizzazione permanente antipartito che era stata costruita dall’ex parlamentare Pignataro riemerge il gruppo di interessi che si era già manifestato ed era stato clamorosamente sconfitto al congresso regionale.Quanto poi ai numeri, quelli veri lì diamo noi e sono incontrovertibili:Pignataro alle elezioni comunali di Castrovillari, dove risiede, da Capolista non è stato nemmeno eletto consigliere comunale ed è giunto settimo in graduatoria con soli 25 voti di preferenza;Porcelli, nonostante abbia fatto l’assessore provinciale per 5 anni consecutivi, alle ultime elezioni provinciali di Vibo di tre mesi fa non è stato eletto neppure consigliere provinciale ed ha perso oltre 400 voti;Longo, allora quando era segretario della sezione di Cinquefrondi (RC) riuscì a conseguire il brillante risultato di avere 50 iscritti e di prendere 40 voti tant’è che si è preso atto che si trattava di una sezione fantasma ed è stata cancellata da due anni.L’elenco potrebbe anche continuare con fatti precisi ed assolutamente indiscutibili. Invece quello che non sappiamo ancora, e non l’ho sapremo mai, è l’elenco dei cosiddetti 1300 autosospesi annunciati a Cosenza.Infatti non si sa chi sono questi autosospesi e non si sa dove sono.Noi siamo assolutamente convinti che si tratta solo di una bolla mediatica e l’ho dimostreremo nei congressi provinciali che faremo nelle prossime settimane così come lo stiamo già dimostrando nei congressi di sezione che si stanno svolgendo in tutta la Calabria nella massima trasparenza e con le regole stabilite dall’organizzazione nazionale del partito, registrando una straordinaria partecipazione delle compagne e dei compagni che hanno voglia di tornare a battersi per rilanciare il partito e la sinistra dopo la pesante sconfitta del 13 e 14 aprile.Congressi di sezione dove finora una valanga di consensi in Calabria è stata data al documento di maggioranza “RICOSTRUIRE LA SINISTRA. COMUNISTE E COMUNISTI, COMINCIAMO DA NOI” sostenuto in Calabria, tra gli altri, dal Segretario Regionale Michelangelo Tripodi, mentre la mozione che ha come prima firmataria la compagna Bellillo è stata finora sonoramente bocciata.Che si tratti di una vera e propria aggressione che vive sui giornali e non nelle realtà del partito emergerà ancora con più forza dai congressi provinciali di Catanzaro, Cosenza e Crotone, che faremo il 5 e 6 luglio, e di Vibo Valentia e Reggio Calabria che faremo il 12 e 13 luglio.Il PdCI calabrese è vivo, forte ed integro e non subirà nessun danno da chi rappresenta una minoranza pari nemmeno al 10% degli iscritti.