Silvano Talarico, il dirigente dell’ufficio anagrafe del Comune di Petrona’ ucciso ieri, potrebbe essersi fermato a parlare con il suo assassino. La vittima, infatti, secondo la ricostruzione degli investigatori sarebbe stata fermata, forse con una scusa, da qualcuno che evidentemente conosceva le sue abitudini ed il fatto che ogni giorno percorreva la strada tra Petrona’ e Belcastro, dove Talarico viveva, a bordo del suo scooter. La circostanza sarebbe anche confermata dal fatto che l’assassino ha sparato cinque colpi da breve distanza. Tante, infatti, sono state le detonazioni udite nella zona da persone che, pero’, non hanno assistito al delitto. Uno dei proiettili ha raggiunto la vittima alla testa. Per l’omicidio e’ stata usata una rivoltella. I carabinieri della Compagnia di Sellia Marina e quelli del reparto operativo del Comando provinciale di Catanzaro, infatti, non hanno trovato bossoli. Gli investigatori stanno continuando ad indagare nella vita privata di Talarico.(ANSA).




