Il collaboratore di giustizia Bruno Piccolo, suicidatosi nell’autunno dello scorso anno, ”non manifestava particolari disagi”: lo ha detto il prof. Baldassarre Chimenz, specialista in psichiatria, nell’udienza del processo per l’omicidio di Francesco Fortugno in corso a Locri. Il prof. Chimenz, nominato dal gip distrettuale di Reggio Calabria dopo l’operazione ”Lampo” che porto’ all’arresto per associazione mafiosa e traffico d’armi alcuni componenti del clan Cordi’ tra i quali anche Bruno Piccolo, divenuto in seguito collaboratore di giustizia, ha detto di avere ricevuto l’incarico di testare la capacita’ di intendere e di volere di Piccolo. Chimenz ha ricordato di avere visto Piccolo nel febbraio del 2006 quando era ristretto nel carcere dell’Aquila e aveva gia’ deciso di pentirsi iniziando a collaborare. Piccolo, all’epoca, non era piu’ sotto regime di 41 bis. Rispondendo alle domande dei pm Mario Andrigo e Marco Colamonici, Chimenz ha detto che, a suo giudizio, Piccolo non manifestava particolari disagi. ”Durante il colloquio – ha affermato Chimenz – mi ha sollecitato come sua preoccupazione quella di non essere lasciato solo”. (ANSA)




