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    Confindustria Calabria: "manovra economica Governo penalizza Sud"

    La manovra economica del Governo, cosi' come si sta per configurare penalizza se non condanna ulteriormente il Sud del Paese". E' netta la posizione del presidente degli industriali calabresi, Umberto De Rose, sui contenuti del provvedimento in fase di avvio di discussione. "Pur apprezzando i punti piu' innovativi del provvedimento – aggiunge De Rose – sono molto preoccupato come imprenditore nel dover rilevare che nessun intervento e' previsto per il Sud. Certamente positivo e' il fatto che si sia lavorato sul taglio alle spese piuttosto che su nuove imposte, cosi' come apprezzabili possono essere considerati gli interventi in materia di lavoro, semplificazione e liberalizzazione. Ma se si scorre bene il documento, ha proseguito De Rose, a parte il ritorno dell'ipotesi della "Banca del Sud" non si riesce a scorgere alcun intervento di sostegno allo sviluppo del Mezzogiorno. Anzi la ridefinizione dei programmi del quadro strategico nazionale, con l'ipotesi di riallocazione delle risorse comunitarie 2007/2013, e la ridiscussione delle risorse per le aree sottosviluppate mettono a serio rischio tutti gli sforzi prodotti nel Mezzogiorno e dalla Calabria sulla nuova programmazione comunitaria. Se a cio' si aggiunge quanto gia' avvenuto con lo storno per la copertura dell'Ici dei fondi Fintecna destinate alle infrastrutture in Calabria e Sicilia e della cui restituzione non vi e' traccia nella manovra, si puo' ben comprendere quali effetti possa produrre un simile pacchetto di interventi. Mi sono gia' premurato – prosegue De Rose – di investire il Comitato Mezzogiorno di Confindustria della questione e di evidenziare le conseguenze pesanti che si ripercuoterebbero sull'intera economia meridionale qualora non si riuscisse ad invertire il percorso tracciato dal Governo. Contemporaneamente pero' e' necessario che si faccia fronte comune, associazioni, amministrazioni, sindacato perche' si senta forte la voce di chi non vuole essere confinato ai margini dello sviluppo ma che, al contrario, vuole contribuire alla modernizzazione del Paese". (AGI)