Le risultanze delle indagini descrivono la ribellione di una delle vittime delle estorsioni. Fuori di se' per le vessazioni subite, il 16 gennaio 2006 ha reagito ferendo con un colpo di pistola un esponente del clan Murabito-Stimoli di Paterno', di cui nel corso dell'operazione sono stati arrestati sette affiliati. Il commercinate, un rivenditore di auto, Mario Sbriglia, fu arrestato alcuni mesi dopo per tentativo di omicidio e per questo condannato a cinque anni di reclusione. Uscito dal carcere pochi mesi fa con tre anni condonati per l'indulto, ha lasciato Paterno' senza mai rivelare il movente della sparatoria in sede processuale. Dalle intercettazioni ambientali dei carabinieri di Paterno' sarebbe emerso che il clan Morabito-Stimoli aveva chiesto all'imprenditore la cessione gratuita di una 'Golf' come tangente. Ai continui dinieghi la cosca avrebbe reagito facendolo picchiare. All'ultimo appuntamento Sbriglia si sarebbe presentato armato e avrebbe sparato a uno degli estorsori, Francesco Musumarra, di 39 anni, tra gli arrestati di oggi, ferendolo a un polmone. Gli altri arrestati sono Antonino Rapisarda, di 38 anni, Giovanni Uccellatore, di 43, Daniele Claudio Magri', di 29, Salvatore Messina, di 50, e Salvatore Stimoli, di 27. Il provvedimento e' stato notificato in carcere dai militari dell'Arma a Vincenzo Stimoli, di 57 anni, gia' detenuto per altra causa. Ad alcuni degli indagati e' stato contestato anche il reato di violazione del soggiorno obbligato: sebbene avessero il divieto a uscire da Paterno' si sarebbero recati a Motta Sant'Anastasia per partecipare a riunioni della cosca. (AGI)




