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    Bianchi interviene su Pdci in Calabria

    L’autosospensione di 250 iscritti al PdCI calabrese annunciata nella sala consiliare del comune di Crotone è una iniziativa tanto drastica quanto attesa. Da due anni ormai la gestione del partito in Calabria aveva imboccato una strada senza ritorno, a partire dalla dissennata contrapposizione con le due persone indicate dal partito stesso a livello nazionale quali rappresentanti in Parlamento e nel Governo: Fernando Pignataro e Alessandro Bianchi.

    È del tutto evidente che questo comportamento da un lato ha reso molto più difficile far capire quanto incisiva sia stata l’azione parlamentare e governativa a favore della Calabria (che, comunque, oggi nessuna persona dotata di un minimo di onestà intellettuale può negare) dall’altro ha portato ad un progressivo distacco del partito dal suo vertice.

    D’altronde il fatto che alla riunione di Crotone abbia partecipato un dirigente di prima linea come Giancarlo Sitra e con lui molte altre figure di rilievo, e che analoghe iniziative si preannunciano in molte parti nella regione, la dice lunga sui guasti causati dal gruppo di vertice per ragioni che nulla hanno a che fare con la politica al servizio dei cittadini.

    La Calabria continua a versare in una condizione di grave disagio sui terreni dell’economia, dell’occupazione giovanile, dei servizi socio-sanitari, delle infrastrutture, dell’ambiente e per affrontarli in modo adeguato occorre fare anzitutto quello che le persone convenute a Crotone hanno scritto nel loro comunicato, ossia ricostruire un alto profilo etico nella pratica politica.

    Da lì bisogna partire per restituire dignità alla politica e renderla capace di dialogare con i cittadini al cui giudizio si dovrà presto sottoporre in occasione delle scadenze elettorali europee, regionali e amministrative dei prossimi due anni.

    On. Alessandro Bianchi