Ha spaccato la procura di Reggio Calabria l'iscrizione nel registro degli indagati del senatore Sergio De Gregorio per concorso esterno in associazione mafiosa. Quel provvedimento fu firmato solo da due dei quattro titolari dell'inchiesta,il procuratore aggiunto Salvatore Boemi e il sostituto Francesco Mollace; non invece dai due pm piu' giovani, Giuseppe Lombardo e Domenico Galletta, che, come hanno spiegato ieri davanti alla Prima Commissione del Csm in trasferta, non sottoscrissero l'atto perche' non lo condividevano. La questione dell'inchiesta sul senatore leader di Italiani nel mondo e' finita all'attenzione del Csm dopo la lettera critica sul modo in cui sono state condotte le indagini e sulla fuga di notizie sull'iscrizione di De Gregorio inviata da Francesco Scuderi, l'aggiunto della procura che ha retto l'ufficio sino alla nomina del nuovo capo Giuseppe Pignatone. Scuderi ha lamentato di non essere stato informato dell'iscrizione del senatore, nonostante il suo ruolo di responsabile della procura, e ha segnalato alcune anomalie; a cominciare, spiegano a Palazzo dei marescialli, dal dissenso dei due pm piu' giovani, che non condivisero la scelta di Boemi e Mollace di disporre l'iscrizione di De Gregorio dopo un rapporto della polizia giudiziaria, ritenuto da loro insufficiente. (Ansa)




