La data di presentazione è 30 novembre.
Da allora di acqua, spesso marcia, sotto i ponti ne è passata parecchia, eppure l’interpellanza di Angela Napoli al Presidente del Consiglio ed al Ministro della Giustizia riferita alla situazione politico-giudiziaria della Calabria ed alle ipotesi di scioglimento del Consiglio regionale è attualissima.
La ciliegina sulla torta, proprio a ridosso della discussione in Aula, l’ha messa il Procuratore Antimafia Grasso, con i famosi 29 indagati tra i consiglieri.
Oggi, in Parlamento, la risposta è stata affidata al sottosegretario alla giustizia, il calabrese Ligotti, il quale ha fatto riferimento alla situazione dei consiglieri regionali, Procura per Procura.
Sfuggente, per quanto riguarda le indagini connesse ai reati di associazione a delinquere di tipo mafioso, Ligotti ha sottolineato che la procura di Catanzaro non ha fornito il numero, mentre, negli altri distretti si segnala 1 consigliere regionale indagato per concussione a Rossano, due consiglieri per i quali è stato richiesto il giudizio per corruzione e falsità ideologica a Paola, un consigliere indagato a Cosenza per corruzione, un altro già condannato in primo grado per gravi reati contro la P.A. a Crotone, 5 consiglieri regionali indagati a Reggio per non meglio precisati reati comuni.
Per lo scioglimento del Consiglio Ligotti ha fatto riferimento all’art. 126 della Costituzione che ne disciplina le cause e le procedure: atti contrari alla Costituzione, gravi violazioni di legge o ragioni di sicurezza nazionale le ipotesi: iniziativa del Governo, parere di un’apposita commissione bilaterale del Parlamento e firma del Presidente della Repubblica la procedura.Praticamente impossibile, nei fatti.Pesantissima la replica di Angela Napoli: “con questa risposta” – ha detto la parlamentare al sottosegretario- “lei ha legittimato il Consiglio regionale della Calabria e lo ha soddisfatto, ma non ha soddisfatto la stragrane maggioranza dei cittadini calabresi che si attendono dal Governo un atto di verità e di giustizia.
E’ impossibile andare avanti in Calabria” – ha continuato Angela Napoli- “finchè persisteranno le collusioni tra politica, ‘ndrangheta, imprenditoria e massoneria deviata e questa risposta – sottosegretario- mantiene queste collusioni. Non ne possiamo più di questa volontà di copertura di una Giunta” – ha proseguito Angela Napoli- “che casualmente ha ingaggiato in apposite commissioni magistrati di Corte dei Conti e Tar. Mi chiedo” – ha concluso la parlamentare- “se la sua risposta sarebbe stata la stessa nel caso in cui la Calabria fosse stata amministrata da un Governo di centrodestra.
Giusva Branca




