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    Tripodi: “No al ticket sanitario”

    tripodimichelangeloRiceviamo dal segretario regionale dei Comunisti italiani, Michelangelo Tripodi e pubblichiamo

    La finanziaria 2007 del Governo Prodi introduce elementi di novità e di discontinuità con le passate manovre economiche varate dal centro destra, ma presenta contemporaneamente aspetti discutibili ed iniqui che richiedono un importante cambiamento.
    Tra questi rileviamo che per quanto riguarda il cruciale tema della sanità si è deciso di portare avanti un’idea vecchia e stantia con l’introduzione di un odioso balzello per le prestazioni del pronto soccorso non seguite da ricovero.
    Si tenta, con questa operazione, di far pagare ai cittadini, soprattutto quelli che ricorrendo all’assistenza ospedaliera proprio perché versano in uno stato di bisogno, i guasti di una gestione sanitaria che essendo incapace di reprimere il malcostume, di fare una lotta seria agli sprechi, di porre fine alla consulenze inutili e dispendiose e di cancellare le spese improduttive, ricorre alle vessazioni indistinte che introducono una tassazione ingiusta che colpisce soprattutto le fasce più deboli.
    Il PdCI calabrese, negli anni passati, si è battuto contro l’odioso balzello e per la cancellazione del ticket sul pronto soccorso introdotto, tra l’altro allora anche in maniera arbitraria ed illegittima, dai manager sanitari calabresi nominati dalla Giunta Regionale di centrodestra guidata da Chiaravalloti, nella azienda ospedaliera di Reggio Calabria e nell’azienda sanitaria di Locri.
    In quella circostanza dopo la nostra ferma denuncia, l’intero centrosinistra, su nostra iniziativa,
    ha opportunamente presentato una mozione in Consiglio Regionale contro l’atto illegittimo e immorale dell’aziende di Reggio e di Locri e per chiedere alla Giunta Regionale l’annullamento del provvedimento vessatorio.
    Contestualmente, il partito promosse una serie di azioni di protesta culminate in un sit-in davanti agli Ospedali Riuniti ed in vari presidi e volantinaggi nella città di Reggio Calabria ed in altre realtà della regione.
    Quella forte battaglia si concluse con un importante successo che portò alla cancellazione dell’iniquo ed odioso balzello.
    Noi Comunisti Italiani non apparteniamo a quel folto gruppo di personaggi che cambiano posizione rispetto al soggetto proponente cioè se una decisione del centrodestra non andava prima bene adesso certamente anche se proposta dal centrosinistra non va bene lo stesso.
    Il ticket sul pronto soccorso non ha colore: era sbagliato quando lo sosteneva il centrodestra e continua ad essere sbagliato anche se lo propone il governo Prodi.
    Coerentemente con la battaglia vincente condotta in Calabria alcuni anni fa, confermiamo, quindi, la nostra netta opposizione contro la decisione del Governo che introduce il ticket sul pronto soccorso.
    Pertanto, i Comunisti Italiani calabresi auspicano che nel dibattito parlamentare venga corretta questa decisione grave e sbagliata e venga ribadita la difesa del diritto alla salute come diritto universale garantito costituzionalmente a tutti i cittadini