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    “Io, prigioniero dello Stato”

    prigioneLa denuncia di Filippo Callipo, oltre al polverone solleva anche la reazione di un altro imprenditore calabrese, Giuseppe Masciari, che fu testimone di giustizia nel 1997 e da allora sottoposto a programma di protezione, recentemente revocato. Masciari ha affidato all'Ansa tutta la sua angoscia in questa intervista rilasciata all'agenzia di stampa:

    ''Sono solidale con Filippo Callipo. La sua denuncia e' clamorosa e vera, ma con me, che ho
    fatto nomi e cognomi, chi e' solidale? Gli imprenditori che hanno denunciato il racket cosa devono fare? Lo Stato dove e', cosa sta facendo per loro? Dobbiamo fare tutti la fine di Fedele
    Scarcella, l' imprenditore che nel 1998 denuncio' il racket ed il cui cadavere e' stato trovato carbonizzato nella sua auto?''. 


    ''Vista la mia situazione – ha detto Masciari all' Ansa – ho deciso di tornare definitivamente in Calabria dal 24 giugno. Li' ho casa, affetti, tutto, mentre adesso vivo sequestrato e prigioniero dello Stato. in tutti questi anni la solidarieta' e' stata poco o nulla. Mi sento a rischio nella localita' protetta che e' per modo di dire protetta, visto che non ho documenti di copertura ed i miei figli vanno a scuola con i loro veri nomi. Da parte delle istituzioni non vedo nessuna attenzione, nessun segnale. Anche dal nuovo governo. A questo punto sono costretto a tornare a a darmi in pasto, cosi' come hanno deciso, alla criminalita'. Cosi' si finisce questo calvario. Mi hanno anche escluso fuori dal programma di protezione. Sono senza lavoro, senza niente''.


    ''Quello che dice Callipo – ha aggiunto – io l' ho fatto piu' di dieci anni fa, ma le Istituzioni non sono al mio fianco. Tutti sono solidali con Callipo ed anche io, ma con me non sono solidali. Ho denunciato le istituzioni, ho fatto condannare un consigliere di stato nei primi due gradi di giudizio, ho denunciato mafiosi con nomi e cognomi pero', purtroppo, per avere fatto questo mi hanno esiliato. Tornero' in Calabria il 24 giugno perche' cosi' il 25 andro' a votare, cosa che in questi anni mi e' stata proibita''.

    ''Adesso – ha detto Masciari – voglio riprendere la mia vita, quella che mi hanno tolto, anche se per un giorno solo, per un mese. La mia vita deve avere un senso e che Dio me la mandi buona. Non ho fatto niente di male e non ho fatto niente di straordinario, ma solo quello che tutti dovrebbero fare, quando sono a conoscenza di reati: rivolgersi alla magistratura. Per
    questo, pero', sto pagando e non lo ritengo giusto in un Paese democratico come il nostro. Siamo in Europa, esportiamo pure la democrazia, ma in Italia la legalita' non c' e', soprattutto
    nelle zone del Mezzogiorno, dove il territorio e' in mano alla criminalita' organizzata e purtroppo bisogna convivere. Qualcuno del vecchio Governo aveva detto anche questo''