Grazie a una intercettazione telefonica tra un detenuto del carcere di Gazzi e alcuni pregiudicati in libertà, i carabinieri del reparto operativo di Messina hanno forse sventato un omicidio. Il sostituto procuratore della Dda Emaneule Crescenti ha firmato cinque provvedimenti di fermo di pg, uno dei quali ancora non è stato eseguito.
I quattro indagati finiti in carcere sono esponenti dei clan mafiosi di Giostra e Santa Lucia sopra Contesse. Sono accusati di associazione per delinquere di tipo mafioso e armi. L'omicidio era stato “pianificato” per domenica prossima e studiato in tutti i dettagli. Il telefono è stato sequestrato durante perquisizioni eseguite in queste ore dai carabinieri nelle case circondariali di Messina e di Reggio Calabria. Il gruppo, grazie ai telefonini, dirigeva l’attività di estorsione e traffico di droga. Gli inquirenti dicono di non sapere ancora chi fosse l'obiettivo dei killer ma che sicuramente non erano i fratelli Giacalone, assassinati martedì in largo Seggiola, nel pieno centro di Messina, visto che l’organizzazione dell’omicidio è andata avanti anche dopo l’agguato contro i Giacalone. Non è escluso però che tra l’eliminazione dei due fratelli e il delitto che era stato programmato in carcere possa esserci un collegamento




