Oltre cento cittadini di Siderno e Antonio Ferreri, candidato al Senato del Movimento Sociale Italiano-Fiamma Tricolore, hanno fatto sapere che domenica e lunedì prossimi non eserciteranno per protesta il loro diritto al voto trasmettendo i certificati al presidente della Repubblica.
A darne notizia Mario Congiusta, padre di Gianluca, il trentaquattrenne commerciante di telefonia mobile, incensurato, ucciso con un colpo di fucile da caccia caricato a pallettoni alla testa, a Siderno, la sera del 24 maggio del 2005 nei pressi della sua abitazione.
Congiusta ha spiegato che la decisione è stata presa per "solidarietà verso una famiglia colpita da un efferato omicidio e per protesta nei confronti degli organi di giustizia incapaci a tutt’oggi – ha sottolineato incontrando i giornalisti – di dare una svolta alle indagini ed individuare così esecutori e mandanti del barbaro assassinio".
“Io e tanti altri, ha concluso, non ci avvarremo del nostro diritto al voto, e lo faremo solo se lo Stato ci farà avere, attraverso qualcuno dei suoi rappresentanti, un segno tangibile della volontà di risolvere gli omicidi impuniti, ben 28 negli ultimi 18 mesi, rendendoci giustizia, restituendoci così – ha concluso – quei diritti sanciti dalla Costituzione e facendoci risentire non solo calabresi ma anche italiani”.




