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Minori e accattonaggio

7 Marzo 2014
in CITTA
Tempo di lettura: 2 minuti
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elemosineMinori e accattonaggio a Reggio. Se ne discute al Centro studi e attività sociali Insieme per la Città. I dati parlano chiaro. In Italia i bambini poveri sono Unmilione e 700mila. Il 16% del totale. Tremila le denunce ogni anno di piccoli scomparsi. L’80% ritrovati a breve o nell’arco dei sei mesi. 185 in questo 2006 quelli italiani “missing”. 420 quelli stranieri. Già, ad oggi si contano tremilioni e 400mila cittadini extracomunitari


(il 6% dell’intera popolazione) con un tasso di crescita del 24% annuo. E appartengono proprio a quest’ultima fascia, nella stragrande maggioranza, quelli costretti all’accattonaggio. Se un tempo Reggio, città di provincia in riva al mare, era indifferente alla problematica, oggi non c’è semaforo in cui non si sbatta a muso duro col problema “minori a rischio”. Tante le iniziative in questi anni che ancora, spiegano dal centro studi, tardano a decollare. Più volte si sono susseguiti incontri con le istituzioni e gli organi competenti, animati da spirito di dialogo e voglia di un approccio che non fosse repressivo ma costruttivo rispetto al problema. Oggi si cerca di fare il punto della situazione. Tante le proposte arrivate da altrettante organizzazioni. Il piano di battaglia però, sembra concentarsi soprattutto su alcune di queste. Prima fra tutte: la creazione di un pronto intervento per minori cui fare convergere tutte le segnalazioni. E sempre in quest’ambito si inserisce l’idea di attivare un numero telefonico aperto a tutti i cittadini per segnalare casi di piccoli che chiedono le elemosine per strada. Al secondo posto ma non per questo meno importante, un progetto di animazione di strada e parallelamente la nascita di uno o più luoghi di accoglienza diurni per questi bambini. Se infatti fino a qualche decennio fa quelli che si incontravano erano vittime di una cultura che li voleva dediti a mendicare, davanti a quei semafori oggi ci sono loro coetanei dell’Est (e non solo), su cui aleggia il sospetto di essere spesso vittime di un vero e proprio racket dell’accattonaggio e sempre meno alla ricerca del quotidiano necessario a sé e alla famiglia per tirare avanti. 

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