Il mondo del calcio dilettantistico calabrese è in fermento dopo le recenti denunce dello CSAIn riguardanti l’escalation di violenza ai danni degli arbitri, specialmente nei campionati di Terza Categoria. La richiesta del comitato regionale è perentoria: istituire urgentemente un tavolo di confronto permanente con le forze dell’ordine e la federazione per arginare un fenomeno che rischia di svuotare i campi di gioco dal loro spirito sportivo. Non si tratta solo di casi isolati, ma di una cultura del rispetto che deve essere ricostruita partendo dalle scuole calcio. L’intolleranza verso le decisioni arbitrali è diventata, in alcune zone, una piaga sociale che mina la serenità delle famiglie e dei giovani atleti. Il presidente dello CSAIn ha dichiarato che, senza misure restrittive immediate e programmi educativi mirati, la sicurezza delle figure arbitrali sarà sempre a rischio. La proposta di dotare gli arbitri di body-cam per la registrazione degli eventi sta dividendo le opinioni, ma riflette l’urgenza di una soluzione. È necessario che l’intero movimento sportivo faccia fronte comune per isolare i facinorosi e riportare al centro della contesa agonistica il valore del gioco e della lealtà sportiva.






