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Codacons: Boom dei pignoramenti in Calabria

18 Dicembre 2017
in CALABRIA, Primo piano
Tempo di lettura: 2 minuti
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immobili calabria crisi

Quest’anno in Calabria sono finiti all’asta quasi 1500 immobili.
Da un monitoraggio effettuato dal Codacons nei 10 Tribunali Calabresi viene fuori una Calabria in ginocchio.
Vibo Valentia e Crotone sono le province che registrano una impennata preoccupante. Infatti già rispetto al 2016, considerato uno degli anni peggiori per numero di pignoramenti immobiliari, il 2017 (sebbene non sia ancora concluso) registra un incremento in queste due città da par paura.
A Vibo le procedure immobiliari aumentano del 15 %, a Crotone di ben il 25 %.
Praticamente la cartina di tornasole della situazione economica nella nostra regione.
Una volta subito il pignoramento, diventa un’impresa titanica venirne a capo – sostiene Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale del Codacons – perché le somme aumentano a dismisura, ci sono le spese della procedura, quelle legali, quelle per la pubblicità degli annunci immobiliari, per non parlare di altri creditori che possono intervenire.
Uno tsunami che non guarda in faccia nessuno – prosegue Di Lieto – non solo piccoli imprenditori e lavoratori autonomi, ma anche famiglie di impiegati, che, oramai, non riescono più a sostenere il peso dei debiti contratti per sopravvivere.
Infatti per finire nel tunnel della povertà, basta davvero poco – sostengono dal Codacons – una spesa improvvisa, una uscita non preventivata,
Difatti mentre fino a qualche anno addietro si chiedeva un prestito solo per effettuare acquisti “importanti”, ora in Calabria si è costretti a ricorre al credito anche per fare la spesa.
Riceviamo continue segnalazioni – proseguono dal Codacons – di famiglie costrette a chiedere un finanziamento non già per effettuare acquisti, ma per pagare altri prestiti. Un circolo vizioso da cui è difficilissimo uscire.
Senza contare che questo fenomeno dilagante lascia spiragli sempre più ampi alla piaga dell’usura.
E così finanziamento dopo finanziamento, aumenta il rischio di ritrovarsi con la casa in vendita.
La parte del protagonista nelle esecuzioni immobiliari è riservata agli Istituti di credito. I quali, a volte davvero in maniera scellerata, agiscono esecutivamente senza aver prima tentato soluzioni alternative.
Il ricorso alle segnalazioni a sofferenza effettuate con una disarmante disinvoltura – incalza Di Lieto – meriterebbe un durissimo intervento da parte della Banca d’Italia. Ed invece assistiamo a segnalazioni che finiscono per decretare la “morte” sociale di un Cittadino, disposte senza alcuna necessità.
La segnalazione costituisce l’anticamera del baratro, perché impedendo l’accesso al credito rende estremamente vulnerabile una famiglia.
Ma pignorare un immobile conviene ? Quasi mai.
Infatti – continuano dal Codacons – le aste che vanno deserte sono in media due, a volte tre. E, ad ogni nuova asta, l’immobile finisce per perdere sempre più valore. Così alla fine della fiera la somma che rimarrà in mano alle banche sarà molto meno della metà, rispetto a quello di partenza.
L’elevata percentuale di espropriazioni proposte senza un serio rischio di poter recuperare il credito, il disagio sociale che spesso rischia di trasformarsi in tragedia – conclude Di Lieto – impongono al Governatore Oliverio di agire nei confronti degli istituti di credito che operano nella nostra regione.
Il Codacons auspica un intervento al fine di stabilire procedure di conciliazione capaci di garantire sia le famiglie che si trovano in stato di obiettiva difficoltà, per scongiurare la perdita della casa e, d’altro canto ad evitare che, come spesso accade, siano proprio le banche ad essere insoddisfatte dell’esito dell’esecuzione, recuperando, dalla vendita all’asta, solo un pugno di mosche.

Tags: calabriaCodaconspignoramenti
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