“All’interno della sopra riportata nota, si rilevano le “soddisfazioni” dello stesso Assessore regionale, per l’accordo raggiunto in Conferenza Unificata, sul piano pluriennale di azione previsto dal Decreto Legislativo 65/2017, per le modalità di riparto del maggior importo, che, per il solo anno 2017, ammonta a complessivi €. 209 Milioni”. E’ quanto si legge nella nota dell’Associazione Scuole Infanzia Federate della Regione Calabria che aggiunge: “La presunta analisi fornita dall’Assessore è alquanto fuorviante. Difatti, le concordate modalità di ripartizione non tengono conto dell’obiettivo principale delle disposizioni, non rispettano “le esigenze di riequilibrio territoriale nonché i bisogni effettivi dei singoli territori”, risultano pregiudizievoli del corretto ampliamento dei servizi per l’infanzia, finanche non ossequiosi dell’articolo 12, comma 4, dello stesso D.L. che recita: “Le risorse sono erogate dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca direttamente ai Comuni previa programmazione regionale, sulla base delle richieste degli Enti locali, con priorità per i Comuni privi o carenti di scuole dell’infanzia statale, al fine di garantire il soddisfacimento dei fabbisogni effettivi e la qualificazione del Sistema integrato di educazione ed istruzione”…
Da qui la prova provata che l’Assessore regionale, così come per altre delicate tematiche di Sua competenza, risulta praticamente disconoscere le priorità della regione di cui detiene una delle deleghe più importanti per lo sviluppo della stessa; che – nello specifico – non ha saputo rappresentare e perorare le carenze/esigenze del proprio territorio.
Altresì, a seguire nella nota pubblicata, l’Assessore ha inteso agganciare ulteriori meriti in relazione alle modalità di utilizzo, poste in essere dalla Regione -e per essa dal Suo ufficio-, sui fondi Europei del PAC che, per il settore dell’infanzia -a detta della stessa- ammonterebbero ad €. 400 Milioni e sui quali fornisce ampie garanzie operative regionali a tutelare la non restituzione degli stessi ove non utilizzati.
Elogia per il solo 2017 e per l’intero ambito regionale, la istituzione ed il finanziamento di 10 nuove strutture di asili nido sottacendo che il dato sia (comunque) da “ripartire” su ben 409 Comuni della Regione potenzialmente interessati…lasciando ad intendere che il dato fornito sia meritevole di divulgazione, soprattutto sorprendente se non addirittura “astronomico”.
In ultimo, riporta la sintetica cifra di €. 4,8 (scaturente dall’accordo in Conferenza Unificata) che si andranno a sommare ai restanti 40 Milioni del PAC (1° Riparto), ai successivi 48 Milioni (2° Riparto) ancorché ai fondi POR Calabria per il periodo 2014/20.
Quanto sopra sinteticamente recuperato dalla già citata nota, per rilevare che:
La Associazione Scuole Infanzia Federate della Regione Calabria (S.I.F.RC.), di fatto, risulta essere rappresentativa di un importante gruppo di Scuole dell’Infanzia Paritarie dell’intera regione, pertanto profonda conoscitrice e portatrice delle problematiche annesse e connesse ai singoli Comuni; altresì, ai percorsi educativi/didattici delle strutture associate per le relative fasce di età (0-6).
La stessa, senza ombra di smentita, è stata unica partecipe alla stesura del testo della Legge Regionale 15/2013, che porta la firma dell’On. Imbalzano Candeloro; che, in data 21.01.2016, in Audizione in 3^ Commissione (Sanità, Attività sociali, Culturali e Formative), ha fornito maggiori indicazioni in merito alle necessità delle scuole paritarie, indicazioni che hanno generato la proroga (al 30.06.2018) per gli adeguamenti a favore delle strutture potenzialmente aventi titolo.
Non in ultimo, la corposa ed ulteriore istanza del 19.02 del c.a., inviata in pec come atto formale di sollecito, per le attuazioni previste dalla stessa legge (PIANO TRIENNALE e PIANO ANNUALE) al fine di normalizzare i servizi in ambito regionale ed a evitare l’odierna impasse del settore.
Tutte note che, allo stato attuale, non risultano siano state prese neanche in debita considerazione. Al netto, quindi, di inutili quanto sterili polemiche, rincresce disattendere l’ottimistica “relazione difensiva” dell’Assessore alla Scuola – Lavoro – Welfare e Politiche Giovanili della Regione Calabria – Dott.ssa Federica Roccisano, che sembrerebbe approfittare di ogni festività (Natalizia) per enunciare trionfalistici proclami.
A tal uopo, si vuol far rilevare, dati cartacei alla mano, che:
a. La cifra, per come riportata dall’Assessore, di €. 400 Milioni è riferita al totale di quanto destinato dall’Europa al Ministero dell’Interno e per esso alle 04 (Quattro) Regioni disagiate e/o carenti dei specifici servizi (Campania – Puglia – Sicilia e Calabria, con una disponibilità a favore di quest’ultima pari ad €. 57.160.000,00 (segue Grafico – Allegato al 1° Riparto);

b. Le somme previste dal PAC INFANZIA, spettanti alla Regione Calabria, non è per come si lascia intendere nella nota (40 + 48 Milioni di €), bensì pari ad €. 57.160.000,00 complessivi, così suddivisi:
€. 17.148.000,00 (1° Riparto), la cui assegnazione dell’acconto del 10% è avvenuta nell’anno 2015;
€. 31.689.102,45 (2° Riparto), la cui assegnazione dell’acconto del 10% è avvenuta nell’anno 2016;
Per vedersi assegnati il saldo relativo al 1° Riparto, l’Ufficio Regionale dello stesso Assessore, entro determinate date, avrebbe dovuto richiedere e verificare la documentazione ai Comuni capofila delle relative rendicontazioni sull’erogato, successivamente, ove corrispondenti al piano programmatico, potevano essere richieste le provvidenze -a saldo- per essere trasferite alle strutture accreditate tramite le apposite Convenzioni stipulate con i vari Comuni (siano essi Capofila che non).
Successivamente si poteva accedere al 2° Riparto sempre che, la Regione, fosse stata in grado di “conservare costanti nei due anni successivi i livelli di presa in carico negli asili nido complessivamente previsti nell’anno iniziale” (1° Riparto) (ndr. “Piano di Azione Coesione – PNSCIA – Regole e Criteri per l’accesso al 2° Riparto – art. 2, comma 1).
Occorre ulteriormente precisare che, ogni cifra, relativa al singolo riparto, non spesa entro il primo anno, poteva essere recuperata anche per il secondo – ove fosse stato correttamente effettuato l’iter richiesto; diversamente lo stesso Ministero avrebbe provveduto alle relative decurtazioni (direttamente imputabili sul 2° Riparto) per le cifre non più recuperabili;
c. Al momento, visti i parziali finali del 2° Riparto, si riscontra una disponibilità contabile di svariati milioni di Euro (ancora nella facoltà di spesa) ma pure una prima DECURTAZIONE CERTIFICATA di €. 8.322.898,00 sulla cifra originaria di €. 57.160.000,00 (vedasi Grafico – Allegato al 2° Riparto);

d. La triste realtà, almeno quella che riguarda le strutture privatistiche, che sostanzialmente avrebbero potuto assorbire il 97,50% della potenziale utenza regionale della fascia d’età relativa (0-3), è traumaticamente ben diversa.
Essa scontra, palesemente, con l’enorme snocciolamento di cifre (per come fornite dallo stesso Assessore) che, se cosi non fosse, non si comprendono finanche le motivazioni per i mancati rinnovi delle Convenzioni alle strutture del privato accreditate al PAC regionale; convenzioni fatte sottoscrivere, originariamente per un anno, con il “bene placido” dell’Ufficio regionale.
Eppure, per disposizione della stessa Legge (15/2013), le stipule delle citate Convenzioni dovevano avere effetto e validità per un periodo Triennale, con le dovute garanzie di spesa per ugual periodo.
Da qui le necessità della dotazione del “PIANO TRIENNALE” e del successivo ANNUALE.
Pertanto, oggi, pur di essere chiarificatori non si è potuto fare a meno di essere stati prolissi, fors’anche polemici, perché lo gridano:
A. Enti privati Accreditati – che ancora avanzano numerose mensilità su servizi effettuati;
B. Personale degli stessi – che, in mancanza del rinnovo della Convenzione e del trasferimento delle cifre a Saldo della stessa, ancora accreditano mensilità lavorativa ed in attesa del rinnovo di contratto;
C. Bambini e Famiglie che, sempre per il mancato rinnovo delle Convenzioni con i vari Enti locali, non stanno più usufruendo dei citati servizi;
D. Figure che, risultano danneggiate da una inoperosità ed incuria che -in questi ultimi anni- non ha eguali.
A tal uopo, e considerando che la scrivente ha pure effettuato ripetuti solleciti, si vuol chiedere allo stesso Assessore, se il Suo Ufficio ha provveduto ad attuare quanto richiesto dalla Legge 15/2013, ci si riferisce, nello specifico, all’approvazione del PIANO TRIENNALE (art. 11) e la successiva programmazione annuale (art. 18).
In aggiunta a quanto sopra, giova e sarà sufficiente riportare alcuni ulteriori dati negativi ed incontrovertibili dell’operato dell’attuale Giunta Regionale, alcuni segnalati anche dal Garante dell’Infanzia Dott. Marziale:
1. Corrispondono al vero financo i richiami posti dallo stesso Garante, che, in data 20.10 del c.a., segnalava, per il Diritto allo Studio (L.R. 27/85), un taglio di circa €. 4.200.000,00 su un ammontare di €. 9.600.000,00 erogati nel 2010;
2. Si sono aggiunte, le decurtazioni effettuate -dalla Giunta- nell’ultimo biennio sulle cifre attuative degli artt. 4 e 5 della citata.
Laddove, per l’anno scolastico 2015/2016 le citate sono state pari al 100% su quanto erogato nell’anno 2013; mentre per l’anno 16/17, sono state pari a quasi al 75% (sempre che, tra qualche anno, venga effettivamente corrisposta la cifra di €. 0,126/giornaliero per solo 180 giornate, oggi riconosciute) su un complessivo di giornate didattiche obbligatorie ed annualmente effettivamente oscillanti tra le 206 e le 215;
3. Che l’ufficio dello stesso Assessore, è stato sottoscrittore nell’anno 2014 di un protocollo d’intesa con l’USR Calabria, valido per anni 2 con tacita proroga per ulteriori 2.
L’atto stesso, era propedeutico all’implementazione di nuove “sezioni primavera” in ambito regionale; laddove, pur se più volte ed annualmente sollecitato dallo stesso USR, il Suo Ufficio non ha mai inteso fornire neanche alcun tipo di riscontro ed onorare la firma di sottoscrizione finanziando l’esigua cifra (annua) di €. 500.000,00 (cifra, peraltro, facilmente attingibile dai fondi PAC) che avrebbero istituito circa 50 sezioni primavera (bambini di fascia di età 24/36 mesi) dando sfogo a nuove assunzioni, all’abbattimento dei costi attualmente a carico delle famiglie; ulteriore cifra che -di certo- avrebbe contribuito a contrastare la grave dispersione scolastica rilevata anche dallo stesso Assessore regionale;
4. Infine, pur riconoscendo le fornite congruità numeriche relative al POR Calabria 2014/20, al momento utilizzabili solo per fini cartacei e programmatici, che risultano così suddivisi: €. 27.869.847 (Asse 9.3.1) + €. 11.944.220 (Asse 9.3.2).. sui quali, comunque, ancor non si evidenziano percorsi di spesa avviati”.





