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Gli ammalati di sla non hanno ancora accesso al nuovo farmaco Radicut

6 Ottobre 2017
in CALABRIA
Tempo di lettura: 2 minuti
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Regione, Cinzia Nava: "Bene istituzione garante persone con disabilità"

“In una nota inviata all’AIFA, al Commissario ad acta alla Sanità ed al Dipartimento regionale Tutela della salute, Federconsumatori Calabria ha chiesto delle ragioni che ad oggi impediscono l’accesso al farmaco innovativo edavarone (Radicava) per il trattamento della Sclerosi Laterale Amiotrofica (Sla)”. E’ quanto denuncia Federconsumatori Calabria attraverso una nota stampa nella quale aggiunge: “L’Agenzia Nazionale del Farmaco con determina n. 1224/2017, pubblicata sulla GU n. 153 del 3.07.2017, ha provveduto ad inserire il farmaco edavarone nell’elenco dei medicinali erogabili a totale carico del Servizio Sanitario per il trattamento di pazienti con diagnosi definita o probabile di SLA selezionati secondo particolari criteri.

Al farmaco edavarone, più conosciuto col nome commerciale di Radicut, è stata riconosciuta da studi clinici la proprietà di rallentare il peggioramento dello stato funzionale dei pazienti con comparsa della malattia da non oltre 2 anni, con disabilità moderata e buona funzionalità respiratoria. Da protocollo terapeutico il farmaco dovrà essere prescritto dal medico neurologo e somministrato per infusione endovena all’interno di strutture ospedaliere che ne hanno fatto richiesta.

Per la Presidente di Federconsumatori Calabria Mimma Iannello:

“E’ evidente l’importanza che i pazienti di SLA abbiano accesso a cure tempestive in grado di frenare i processi degenerativi di una grave malattia di cui è previsto l’aumento dell’incidenza al 2040, del 20% in Europa, di oltre il 50% in Cina e del 100% in Africa e che colpisce in maggioranza le donne (+40%).
In Italia, su una popolazione di circa 6.000 persone affette da SLA, ne risulterebbero idonee al trattamento circa 1.600. In Calabria non si conosce l’esatta casistica ma il numero dei pazienti rifletterebbe il tasso
di incidenza nazionale di 1,5‐2
casi
ogni
100.000
abitanti
l’anno con ciò che comporta in termini di disagi fisici e sociali per i pazienti e le loro famiglie anche per la carenza di servizi socioassistenziali di supporto e di posti letto dedicati nella rete delle strutture pubbliche.
L’AIFA, il Commissario ad acta alla Sanità ed il Dipartimento di Tutela della Salute a cui abbiamo sollecitato ogni chiarimento, dovranno spiegare le ragioni che ad oggi impediscono l’utilizzo del farmaco edavarone, quali strutture assistenziali risultano autorizzate alla somministrazione e se è stato definito il fabbisogno regionale del farmaco necessario per le cure dei pazienti SLA della regione”.

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