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    Confabitare Calabria: “Comparto immobiliare pilastro dell’economia”

    Proprietà onere o beneficio? Un dilemma che Confabitare Calabria ha posto al centro di un partecipato convegno ospitato nel salone conferenze di palazzo “Corrado Alvaro”, sede della Città Metropolitana di Reggio Calabria. L’iniziativa, organizzata in collaborazione con il Consiglio notarile di Reggio Calabria e Locri, gli ordini degli Architetti P.P.C. e Ingegneri di Reggio Calabria e il Coordinamento nazionale delle commissioni provinciali espropri, si è aperta con i saluti istituzionali del presidente del Consiglio regionale, Nicola Irto, del vicesindaco della Città Metropolitana di Reggio Calabria, Riccardo Mauro, del consigliere delegato dell’ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori di Reggio Calabria, Antonio Catanoso e del presidente dell’ordine degli Ingegneri di Reggio Calabria, Francis Cirianni. I lavori, che sono stati coordinati dal presidente di Confabitare Calabria, Giovanni Malara, sono poi entrati nel merito del tema del convegno con le relazioni del referente scientifico Consiglio notarile distrettuale di Reggio Calabria e Locri, Salvatore Federico, dell’esperto del Sole 24 Ore in materia di catasto, Antonio Iovine, degli esperti in trust e patti di famiglia, Piero Cami e Giovanni Pulvirenti, del presidente del comitato scientifico Cncpe (Coordinamento nazionale commissioni provinciali espropri), Paolo Loro e del segretario generale Unione Giudici Tributari, Antonio Angelo Genise.

    “E’ stata una giornata molto importante per la nostra associazione – ha detto il presidente Malara – in cui abbiamo messo sul tavolo del confronto una serie di temi di grande rilievo per la proprietà. Quest’ultima è senza dubbio un beneficio ma se non viene gestita con un approccio multidisciplinare il confine tra beneficio e svantaggio diventa davvero sottile. La nostra associazione rilancia il proprio ruolo qualificato di interfaccia tra l’ente pubblico e l’utente, cercando di semplificare linguaggi e procedure”.

    La proprietà immobiliare è un diritto sancito dall’articolo 42 della Costituzione ha ricordato Federico, evidenziando inoltre che “il comparto immobiliare è uno degli elementi fondanti della ricchezza nel nostro Paese. Comparto che dal 2007 ad oggi ha subito una forte contrazione con un abbassamento di circa il 30% dei prezzi medi. Servono in tal senso interventi da un punto di vista della leva fiscale, per l’housing sociale a favore di giovani e fasce meno abbienti, su semplificazioni edilizie e urbanistiche e su politiche di riqualificazione del patrimonio immobiliare visto che circa il 55% delle famiglie italiane vive in abitazioni vetuste”.

    Sulla riforma del catasto si è poi soffermato Iovine, ribadendo che si tratta di “un tema di grandissimo rilievo e da esso dipendono molte criticità legate alla crisi che sta investendo il nostro Paese. Basti pensare al rilancio dell’edilizia in un’ottica di sostenibilità e riqualificazione del patrimonio immobiliare esistente. Occorre intervenire sul fronte fiscale perché oggi abbiamo persone che pagano troppo e altre che pagano troppo poco”.

    Gli istituti giuridici finalizzati alla tutela della proprietà sono stati esaminati da Pulvirenti e Cami: “Il trust – ha detto Pulvirenti – è uno dei più recenti istituti italiani per quanto riguarda la tutela del patrimonio ed è soggetto anch’esso a tassazione. E’ entrato ormai nel nostro ordinamento dal 1992 e lentamente si sta sempre di più affermando nel nostro Paese”. Da ultimo, ha poi ricordato Cami, “nel 2016 è stata approvata la legge sul “dopo di noi” che prevede tra gli strumenti per godere di agevolazioni fiscali, l’utilizzo del trust o del contratto di affidamento fiduciario. E’ uno strumento, dunque, che ha una duttilità che può servire a soddisfare delle esigenze a cui gli istituti tipici codicistici non riescono a far fronte”.

    Sull’acquisizione coattiva della proprietà per pubblica utilità, tra coercizione ed equo indennizzo si è soffermato Loro. “Si tratta – ha detto – del potere coercitivo della pubblica amministrazione più invasivo nella sfera patrimoniale delle persone. Finalmente, dopo un percorso lunghissimo iniziato negli anni ’70, i criteri dell’indennità di esproprio si stanno allineando al valore di mercato dopo un lungo travaglio”.

    I profili fiscali del trasferimento di proprietà sono stati infine affrontati da Genise, in particolare con riferimento alle peculiarità e aspetti patologici “che ancora caratterizzano il sistema della tassazione per quanto riguarda il trasferimento della cubatura”.