Venerdì 21 Aprile, alle ore 17, presso la Casa Editrice Falzea (Viale Calabria, 60), Domenico Rosaci terrà una conferenza dal titolo “Sankara e l’Advaita Vedanta”, nell’ambito del ciclo di conferenze “I Poeti della Filosofia”.
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L’Advaita Vedanta è l’apogeo del pensiero induista, di cui il Maestro Śaṅkara, sette o otto secoli prima di Cristo, diede la prima esposizione completa.
Un pensiero che nasce dall’antica cultura indoeuropea che diede vita ai Veda e alle Upanishad.
“Vedanta” significa “conforme all’ insegnamento dei Veda”, mentre Advaita significa “non dualista”.
La “dualità” è proprio il nostro consueto modo di pensare, da occidentali contemporanei. Siamo convinti della esistenza separata di tutte le cose, ivi compresa la separazione di noi stessi dal resto della Natura. Tutto ci appare separato, compreso Dio stesso.
La potenza della filosofia di Śaṅkara risveglia invece la nostra consapevolezza intima dell’unità intrinseca del reale. La Verità Ultima è rappresentata da una Natura situata al di là del tempo, dello spazio, della causa e dell’effetto.
Lo scopo dell’essere umano è quello di penetrare il velo illusorio della realtà (Maya) per rivelare la vera Natura, che non è perenne fluire di vita e morte, ma perfezione assoluta e gioia eterna.
Una poesia immortale, che ci offre una chiave di interpretazione dell’Universo e dell’esistenza che va ben aldilà del nostro semplice e limitato materialismo e consumismo.
Domenico Rosaci è Professore Associato di Sistemi di Elaborazione delle Informazioni presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria, dove svolge attività di ricerca nell’ambito dell’Intelligenza Artificiale Distribuita, ed insegna Ingegneria del Web.
E’ autore dei romanzi “Il Sentiero dei Folli” e “La Zingara di Metz” e dei saggi “Arcana Memoria: Storia dell’esoterismo” e “Il Labirinto del Cristo”.




