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    Tirocinanti della giustizia, Parentela e Dieni (M5s) chiedono un incontro al Ministro Orlando

    «Il Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, deve riceverci al più presto per chiarire una volta per tutti la vicenda dei 1000 tirocinanti della giustizia calabresi, che da mesi attendono il nulla osta da parte del ministero». È quanto affermano in una nota i parlamentari M5s Paolo Parentela e Federica Dieni che, in una lettera indirizzata al Ministro Orlando affermano: «È urgente, indispensabile e non più procrastinabile che, Lei, Sig. Ministro apponga il proprio visto e conceda il nulla-osta per l’avvio immediato dei tirocini in una Regione che detiene il record negativo in termini di disoccupazione e di povertà in Europa e con una delle più grandi emergenze mondiali in tema di criminalità e di corruzione».
    «La Regione Calabria – spiegano i parlamentari – aveva pubblicato una manifestazione di interesse in attuazione delle intese raggiunte dalla regione Calabria, le corti di appello, le procure generali della Calabria, la magistratura amministrativa e contabile e istituzioni assimilate, per la selezione di 1.000 posti negli uffici giudiziari calabresi, destinati a percettori in deroga o disoccupati con pregressa esperienza formativa presso gli uffici giudiziari, per un percorso formativo di 2 anni al fine di assumere la qualifica di ausiliario o di operatore giudiziario, retribuito con una borsa lavoro mensile di 500 euro interamente finanziata dall’Unione Europea».
    I Cinque Stelle continuano: «Nelle ultime settimane, sembrerebbe che il Ministro voglia assumere soltanto 650 tirocinanti. Se la notizia venisse confermata, pregiudicherebbe la validità normativa del bando, Dando vita a gravi disparità di trattamento tra chi vi ha aderito. C’è da capire cosa ci sia sotto ed i motivi che spingono il Pd a ridurre così considerevolmente il numero di tirocinanti che accederanno al bando. Non vorremmo che le questioni interne al Pd debbano essere pagate sulla propria pelle da cittadini in difficoltà».
    «I mille tirocinanti della giustizia – concludono Parentela e Dieni – contribuirebbero in maniera determinante ad alleggerire le carenze di organico tra il personale amministrativo di cui soffre attualmente il sistema giudiziario in Calabria».