“La situazione creatasi oramai a livello regionale è davvero imbarazzante. E lo dico – scrive in una nota Marco Martino, coordinatore nazionale giovani Udc – perché quando il problema sorvola la politica ed inonda anche l’aspetto tecnico è scontato che alcuni quesiti bisogna porseli e soprattutto cercare di trovare una soluzione al caso. Una soluzione plausibile che possa di comune accordo condurre l’apparato regionale alla normale quantomeno amministrazione della nostra regione Calabria che giorno dopo giorno si scopre sempre più povera non solo dal punto di vista occupazionale ma anche da quei valori che non dico dovrebbero contraddistinguerla ma dovrebbero quantomeno essere fondati per cercare di dare un segnale di cambiamento che ad oggi purtroppo risulta non essere avvenuto. Varie le problematiche che non sembrano trovare una via d’uscita. Bisognerebbe domandarsi come cercarla e soprattutto programmarla perché la programmazione che non riguarda soltanto l’aspetto dei fondi comunitari dovrebbe essere incentrata sul miglioramento delle condizioni basilari che i nostri cittadini oggi ci chiedono e che noi purtroppo non riusciamo a mantenere nemmeno in minima parte. La questione del bando sui macchinari sull’acquisto e l’utilizzo di essi sa un po’ di incerto di prematuro ma anche di ridicolo. E lo confermo non perché alla base io trovi delle motivazioni allucinanti che possono creare in me uno stato di grande imbarazzo verso i numerosi imprenditori che prendono parte ad essi, ma perché ancora una volta quella grande voglia di cambiamento richiesto dei calabresi ,soprattutto in materia di burocrazia ,non sembra giungere. Allora è impensabile cercare di programmare il futuro quando non si è in grado di programmare il presente ma soprattutto è impensabile che i cittadini e gli imprenditori che partecipano ad ogni tipologia di bando credendo di ricercare una soluzione giusta alle attività economiche ed imprenditoriali, si debbono imbattere in errori o in gestioni burocratiche soffocanti. La partecipazione ad ogni bando infatti non richiede semplici clausole riscontrabili nella stragrande maggioranza delle imprese ma alcune volte sanno di banale. Questo perché è scontato che chi cercherebbe di parteciparvi abbia gravi difficoltà e soprattutto si scoraggi prima di iniziare questo lungo percorso che io definirei un vero e proprio calvario burocratico. Può darsi sia vero , si è dunque passati dalla Repubblica delle banane ad una situazione davvero molto difficile e credo sia proprio questo il vero Problema. I bandi infatti con le finalità soprattutto che introducono , dovrebbero avere un’azione di arricchimento dell’azienda in questione e di cercare di invogliare l’imprenditore interessato a finanziare ed a creare delle condizioni che possano garantire l’espansione di ogni tipologia di attività commerciale. E questo purtroppo non avviene. bisognerebbe invece trovare delle soluzioni facili e soprattutto bisognerebbe cercare di osservare da tutte queste tipologie di bandi i veri risultati che un’azienda produce. E sono davvero in pochi coloro i quali riescono ad avventurarsi e riescono a trovare una soluzione al caso perché oggi chi è imprenditore preferisce lasciare in disparte le opportunità offerte dall’Europa e dei bandi regionali e con i propri soldi cercare una soluzione differente ma quantomeno evitando il fatidico calvario. Da qui la presa in carico di mutui che spesso soffocano le attività imprenditoriali e la restituzione di gran parte dei fondi all’Europa perché non spesi .Allora mi domando a cosa serva tutta questa programmazione se poi si ricade nell’ennesimo errore ,se poi si ci si deve imbatterete all’interno di una strada senza uscita che non produce nulla se non una grave perdita di tempo e perché no anche un grande dispendio economico. A questo punto vorrei rivolgere una seria riflessione anche ai tecnici e alla giunta regionale. perché dunque non puntare allo snellimento della burocrazia e la facilità di accesso ai bandi che dovrebbe essere una delle priorità che questa giunta regionale dovrebbe adottare, E lasciare in ognuno di noi e dei partecipanti uno stato di grande incertezza e di indubbia riflessione .Prendiamo spunto dalla mancanza di dialogo fra istituzioni ed imprenditore ,dalla mancanza di un adeguato interessamento alla situazione gravosa che oggi è presente in ogni ramo degli aspetti regionali crea ancora una volta un feroce populismo che induce ad un odio razziale verso la politica. Ed è del tutto scontato anzi quasi giustificato perché quando un amministratore non è in grado di compiere di svolgere quindi atti quotidiani che fungono da salvaguardia verso il patrimonio sociale culturale e territoriale allora si giunge dunque il fallimento. E prima di giungere al fallimento le soluzioni sono o cambiare la squadra oppure cercare di mettersi l’anima in pace e di poter lasciare spazio a chi magari ha voglia di fare e vorrebbe mettersi in gioco per cercare di migliorare questi fatidici aspetti incolmati. Questo mio pensiero che non penso scalfira’ assolutamente l’ ideologia politica che questa giunta regionale ormai ha traghettato senza via d’uscita, spero possa avere una sorta di rivalsa, una rivalsa chiesta sempre di più dai nostri cittadini che ormai non si recano più alle urne e che soprattutto sono sfiduciati di una politica che ad oggi non riesce più a dare quelle risposte tanto attese”.




