Nella cornice più ampia del cartellone degli eventi “Aspettando Amal (speranza) e Zaytouna (oliva) per la Freedom Flotilla 2016”, che si terrà a Messina dal 22 al 26 settembre, sarà presentato il libro “Gaza e l’industria israeliana della violenza” di Enrico Bartolomei, Diana Carminati, Alfredo Tradardi, edito da Derive e approdi. L’appuntamento è alle 18:00 di giovedì 22 settembre, in via Ghibellina, presso la libreria Feltrinelli di Messina.
Ne discuteranno Alessandra Minniti (docente) e Giulia Carmen Fasolo (editrice) insieme ad Alfredo Tradardi, uno degli autori del volume collettaneo. Saranno presenti alcuni delegati della Freedom Flotilla Coalition: René Abu Joub, Zaher Darwish, Jeanette Escanilla, Lisa Fithian, David Heap, Shabnam Mayet, Eva Manly, Gail Miller, Stephanie Kelly, Ehab Lotayef, Kerstin Thornberg.
La Striscia di Gaza è uno spazio di sofferenza e di resistenza. Non è l’unico conflitto al mondo, ma di certo rappresenta il paradigma di riferimento dell’industria della violenza contemporanea. La violenza contro i palestinesi è incessante: oscilla tra un livello di conflittualità “a bassa intensità”, con i suoi morti, i suoi feriti e le sue distruzioni, completamente trascurata dai media, alle punte delle operazioni militari dove il dolore viene rappresentato a favore di camera. Ancor meno è possibile dimenticare la violenza che si esercita contro i palestinesi cittadini di Israele e quella contro i profughi che vivono nei campi allestiti a partire dal 1947-1948 nei paesi arabi del Medio Oriente. Ecco perché si parlerà, durante l’incontro, di un vero e proprio paradigma dell’industria della violenza. Un paradigma legato strettamente a un colonialismo di insediamento sul quale si basa il sionismo come identità dello Stato israeliano, e che si sta rivelando un modello concentrazionario specifico, nel quale ha un ruolo sempre più determinante l’industria militare.
Gaza diventa allora un campo di concentramento a cielo aperto, utile come laboratorio di sperimentazione delle nuove armi, testate in corpore vili, e un esempio concentrazionario per la repressione dei mondi offesi.
A Messina, ultima tappa europea, tra gli eventi in programma anche un concerto dei KUNSERTU Acustic live, che ha assicurato l’appoggio incondizionato, corale ed entusiastico al coordinamento locale della Freedom Flotilla Italia. Così come numerosi artisti internazionali come Manu Chao.




