“Dobbiamo registrare che il “Servizio di Monitoraggio e Sorveglianza della rete Idrografica Regionale” per come sviluppato dalla normativa nazionale anche in materia di “Presidi Idraulici”, stenta a decollare”. Così esordisce in un comunicato il segretario regionale di Cisal, Gianluca Persico.
“Più volte abbiamo richiesto nel corso di questi anni, la corretta applicazione delle norme ai fini della “prevenzione” in modo da sviluppare il servizio in sintonia con le altre Regioni italiane. Senza dimenticare che dopo la Regione Liguria, siamo la Regione con il più alto rischio “Idrogeologico”. Come organizzazione sindacale, fin dall’istituzione del servizio, abbiamo segnalato la necessità di un corretto “inquadramento” del personale che era stato reclutato con apposito “concorso pubblico”.
Tale situazione di confusione era stata segnalata all’indomani dell’immissione in servizio del personale, – continua Persico – che stabiliva, a giusta ragione, l’inquadramento del personale nel profilo giuridico ed economico “B” del Contratto collettivo nazionale di lavoro “Regioni ed Autonomie Locali”. Per ragioni che non comprendiamo, il personale in oggetto, è stato inquadrato nel IV ° livello del Contratto Forestazione.
Attualmente, considerata la natura del contratto non adeguata al resto delle Regioni, il servizio, per ovvie ragioni, non può garantire nemmeno il primo livello della Delibera, la quale prevede l’attivazione graduale dei presidi su quattro livelli di operatività, di cui, il livello “A” (Monitoraggio del rischio idraulico), di immediata attuazione.
Quanto sopra, era stato più volte segnalato all’Azienda Calabria Verde fin dalla sua nascita e di recente sono state inviate richieste di incontro a cui non è stato data alcun seguito.
Per tale ragione, chiediamo al Governatore Oliverio, – conclude – quali misure intende adottare affinché tale servizio possa essere sviluppato in modo “coerente” rispetto alle citate normative nazionali”.




