“Leggo con estrema sorpresa la nota pubblicata dal senatore Molinaro contro il presidente Oliverio: l’attacco mi stupisce per l’inconsueta veemenza e per i toni davvero improbabili che non credo siano consoni a un rappresentante nazionale delle istituzioni repubblicane”. Così il consigliere Domenico Bevacqua, il quale continua: “Rimango sbigottito per il linguaggio rissoso e volgare che un senatore della Repubblica usa nel rivolgere critiche al presidente della giunta regionale. Lungi da me la volontà di censurare critiche o opinioni altrui, ma il lessico che si sceglie di usare non è una componente secondaria in un contesto istituzionale, a meno che non si intenda trasmettere l’immagine di una classe dirigente priva del minimo essenziale rispetto verso i ruoli rispettivamente ricoperti. Perché, sia chiaro, la nota di oggi pomeriggio è così inutilmente violenta da risultare semplicemente ingiustificabile. Evidentemente la matrice grillina dell’attuale esponente IDV si manifesta nel modo peggiore e più inaccettabile”. “Nessuno – prosegue Bevacqua – nasconde le fragilità e le difficoltà presenti nella nostra terra, così come nessuno, che sia minimamente in buona fede, può additare nell’attuale presidente della Regione il capro espiatorio di decenni di cattiva gestione e, in alcuni casi, di vero e proprio malgoverno. Nessuno può evitare di riconoscere a Oliverio di avere salvato i fondi UE 2007-2013 che erano prossimi a sfumare per sempre, oppure di avere avviato una programmazione del POR 2014-2020 che, grazie a una interlocuzione costante con gli organismi comunitari, è stata fra le prime a essere approvate con il plauso manifestato dalla commissaria UE Cretu. Così come non si può tacere della feconda attività del consiglio, che ha approvato norme quali il QTRP che attendevano nei cassetti da tempo immemorabile, o la nuova legge urbanistica che, finalmente, impone regole certe per evitare i disastri compiuti in passato”. “Insediandoci un anno e mezzo fa – conclude Bevacqua – non abbiamo trovato bacchette magiche per la risoluzione repentina e immediata di tutti i problemi della Calabria: abbiamo, però, messo in campo una volontà precisa, retta dalla necessità di ripristinare un’etica della responsabilità alla quale non intendiamo sottrarci. Essendo, vivaddio, in democrazia, il nostro operato sarà sottoposto al giudizio degli elettori al termine del nostro mandato: nel frattempo, magari, il senatore Molinaro può sempre darsi da fare per produrre qualcosa di meglio degli insulti gratuiti”.





