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    Oliverio, il grande bluff: in arrivo i ricorsi dei dirigenti “ruotati”

    Se è vero che i conti si fanno alla fine, è anche vero che dopo due anni di legislatura regionale le somme possono essere tirate – certo parzialmente –  sulla base di un campione molto attendibile.
    Il dato politico e amministrativo che ci regala, fin qui, l’esperienza Oliverio ci consegna l’immagine del più grande bluff della storia del regionalismo calabrese.
    Era ben chiaro a tutti che le più recenti consultazioni elettorali rappresentassero l’ultima chiamata per una Calabria in piena asfissia socio-economica, ma, evidentemente, il dato non è stato sufficientemente tenuto in considerazione dal monarca regionale da San Giovanni in Fiore.
    I tratti del fallimento epocale sono evidentissimi e sotto gli occhi di tutti e spaziano da un’attività politica inesistente – se non come volontà assoluta del singolo – a dinamiche democratico-amministrative azzerate, a una produzione in termini di interventi di governo del tutto impalpabile sul piano delle conseguenze concrete per i Calabresi.
    Il dato politico-amministrativo è stato più volte manifestato sotto forma di mal di pancia diffuso da un po’ tutti i consiglieri regionali (anche di maggioranza) ed è stato fatto esplodere senza mezzi termini da Nicolò che ha parlato – a ragion veduta – di Assemblea svuotata di funzioni giacchè tutto si decide in maniera preconfezionata all’interno del cerchio magico di Supermario e questo, prima o poi, si trasformerà in un conto pesantissimo che gli verrà presentato direttamente da Roma.
    Si, Roma, proprio le stanze romane alle quali l’atteggiamento e la linea di Oliverio non sono mai andate giù e che non vedono l’ora di rendere pan per focaccia, al punto di fare vacillare la stessa Giunta regionale.
    Nel frattempo l’attività di Oliverio (partecipazione e presenza a tutte le sagre possibili escluse, of course), è interamente concentrata sul fronte sanità: tema legittimo e di importanza capitale, per carità, ma pur sempre sottratto alla gestione autonoma dell’Ente regionale e per il quale, dunque, l’ultimo comunista vero rimasto in giro può agevolmente ricoprire il ruolo che nei decenni ha imparato a svolgere: quello dell’opposizione.
    Peccato, però, che il territorio gli abbia chiesto di essere governato, amministrato e gli abbia chiesto di dare risposte in termini di urgenza a peccati mortali che Oliverio eredita ma dei quali, a questo punto, diventa corresponsabile vista l’inerzia nel provare a disinnescarne le conseguenze.
    E il mal di pancia dilaga, in maniera silente ma a macchia d’olio.
    Della madre di tutte le riforme, la rotazione dei dirigenti, è facile che resti poco, se non una probabilissima paralisi amministrativa, visto che dalle stanze di Catanzaro, dove prima filtravano solo vagonate di malumori assortiti, ora fa breccia una valanga di ricorsi in arrivo da parte di numerosi dirigenti oggetto dei provvedimenti, in abbinata a qualche mancata “presa di possesso” dei dirigenti suddetti, improvvisamente pronti a ricordarsi di consistenti ferie arretrate mai godute.
    Anyway…la notte ha da passà, e in piena estate le notti calabresi sono magicamente consegnate a sagre e festival di enogastronomia…meglio così…