L’Organizzazione sindacale Cisl fp Calabria esprime forti preoccupazioni circa le problematiche che la neo struttura del Corap sta provocando nella fase di avvio.”Ci proponiamo di rappresentare all’Ente Regione affinché, al di là del condiviso processo di accorpamento , si faccia chiarezza sulle scelte e sul ruolo che il nuovo ente dovrà avere e che soprattutto si possano affrontare i complessi e delicati problemi dei lavoratori” scrive l’organizzazione che continua”Il Corap è nato nel giugno del 2016, a conclusione dell’iter procedurale previsto dalla legge regionale n°24/2013, accorpando i Consorzi Asi di Catanzaro,Cosenza,Crotone, Vibo Valentia e Reggio Calabria, senza un disegno preciso, e ancora oggi mancano risposte sugli obiettivi di fondo che l’Ente deve perseguire ovvero di quale politica territoriale, infrastrutturale ed industriale deve esserne strumento.Il nuovo soggetto, alla luce di quanto disposto dalla Legge Regionale n°24/2013, si pone, infatti, quale ente deputato alla realizzazione delle politiche industriali e di sviluppo unitario delle aree produttive nel territorio regionale calabrese. Per attivare il previsto riordino delle funzioni dei vari consorzi provinciali è stata scelta la procedura civilistica di incorporazione attraverso il processo di fusione delle situazioni economiche patrimoniali degli enti incorporati, senza l’indicazione del ruolo che dovrà svolgere il neo costituito Ente, su capitoli decisivi quali quelli dell’acqua e dei rifiuti, della pianificazione urbanistica e del governo del territorio, dell’espropriazione e attrezzatura delle aree, delle autorizzazioni e del controllo degli insediamenti. La Regione deve rompere gli indugi, indicare obiettivi e strategia e gli strumenti per realizzarli. Pur condividendo la necessità di un coordinamento regionale centralizzato al fine di garantire una politica industriale unitaria, nell’ottica di ottimizzare l’utilizzo delle risorse finanziarie destinate ai complessi interventi programmatici strutturali, appare preoccupante la totale mancanza di una preventiva e quanto mai necessaria strategia organizzativa. Il tenore del Dpgr n°115/2016, infatti, prevede, tra l’altro, di “rendere immediatamente operativo il Corap al fine di predisporre gli atti fondamentali, istitutivi, regolativi e programmatici previsti dalla L.R. n. 24/2013 e, di conseguenza, evitare ritardi, sovrapposizioni e disfunzioni nelle attività amministrative e gestionali in corso di svolgimento e di assicurare alla Regione la piena sussistenza dell’Ente per l’esercizio delle funzioni amministrative delegate per il conseguimento delle finalità istituzionali in materia di sviluppo economico e degli obiettivi di cui all’articolo 1 della L.R. n.24/2013”. Nonostante ciò si è già registrato un sensibile ritardo, non solo nella corresponsione degli emolumenti stipendiali, centinaia di famiglie passeranno Ferragosto senza il necessario e giusto salario, per quanto, si è anche determinato il blocco totale delle ordinarie attività espletate dagli stessi e conseguenti ricadute negative sui fruitori finali dei Consorzi, pur nella consapevolezza che i processi di accorpamento non devono registrare alcun ritardo nei servizi strutturali e nel sostenimento dei costi fissi. Poiché è compito della scrivente organizzazione sindacale garantire la piena collaborazione nei processi complessi di riorganizzazione di interi comparti produttivi, è necessario conoscere in via preventiva gli atti fondamentali previsti dalla Legge regionale n. 24/2013 e il progetto dal quale desumere gli obiettivi programmatici da perseguire in un ottica di unitaria regia sulle politiche industriali, nonché, le risorse finanziarie necessarie al funzionamento del costituito Ente. E’, infatti, nostra preoccupazione che un sommario processo di accorpamento, senza il verificarsi delle ineludibili precondizioni di cui sopra, unitamente alla sfavorevole congiuntura economica attuale, potrà inevitabilmente
ed ulteriormente danneggiare i territori che, sicuramente, non può permettersi la
ispersione di ulteriore forza lavoro. Consapevoli che nel processo di riforma in esame, si realizzeranno fusioni tra realtà eterogenee, confidiamo che l’accorpamento previsto dalla Legge n. 24/2013 garantisca nelle singole unità operative l’espletamento delle attività gestionali, amministrative e tecniche delle aree di sviluppo industriale di rispettiva pertinenza territoriale, al fine di evitare disfunzioni organizzative dannose per i territori interessati. Alla luce di ciò ed in una ottica meramente collaborativa, in considerazione che la scrivente Organizzazione sindacale è portatrice di interessi qualificati, si chiede alla Regione Calabria, di voler rendersi promotrice di un tavolo permanente, per condividere preventivamente l’iter attuativo della riforma al fine di garantire la piena attuazione della stessa, lo sviluppo del territorio e la salvaguardia dei livelli occupazionali nel nuovo Ente. Per quanto sopra, si denuncia che ad oggi è mancato il confronto più volte
sollecitato e si rivendica l’esercizio del ruolo contrattuale con le oo.ss per superare le eventuali disparità ingiustificate di trattamento economico e normativo, di promuovere la valorizzazione delle ricche professionalità dei dipendenti e di mettere fine a sprechi macroscopici, altra faccia del mancato governo della situazione. Per tutte queste ragioni riteniamo che sia necessario porre fine alle attese, e sollecitiamo la Regione per un verso e il Corap per l’altro, ciascuna per le sue competenze, a uscire dall’indeterminatezza, aprendo con le oo.ss un confronto di carattere strategico sugli obiettivi e su come raggiungerli”.




