“La Giunta delle elezioni, chiamata a decidere sulla candidabilità di Francesco D’Agostino, ha – su conforme parere dell’Avvocatura Regionale e dell’Ufficio Legale del Consiglio Regionale – accolto le ragioni difensive ed ha confermato la sussistenza di tutti quanti i presupposti di legge per la eleggibilità dell’onorevole”. Queste le battute di esordio della nota diffusa dagli avvocati Guido Contestabile e Giovanni Marafioti, legali del consigliere Francesco D’agostino.
Sul politico e imprenditore oltre la vicenda più prettamente politica che ha riguardato la Giunta per le elezioni, grava un’altra vicenda connessa invece alla sua attività di imprenditore. D’Agostino è stato, infatti, oggetto di una perquisizione domiciliare e aziendale, e risulta indagato nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Reggio Calabria, denominata “Alchemia”, su cosche e politica tra Calabria e Liguria. Secondo i magistrati, il titolare della “Stocco&Stocco” di Cittanova sarebbe un prestanome della cosca di ‘ndrangheta Raso. Ipotesi investigativa che è stata rigettata dal gip Barbara Bennato, la quale ha respinto anche la richiesta della Procura per il sequestro dell’azienda.
La nota continua :”Giova a questo punto sottolineare come in meno di un mese Francesco D’Agostino incassi un secondo giudizio – amministrativo – a lui favorevole che decreta (stavolta in maniera irrevocabile) come la sua elezione sia stata corretta e priva di irregolarità o omissioni di sorta.
E questo secondo giudizio fa il paio con l’altro (di natura giurisdizionale) emesso nell’ambito del procedimento denominato Alchimia che sancisce in maniera risoluta che l’On.le D’agostino non è vicino ad ambienti mafiosi e che la sua impresa, non è un’impresa mafiosa.
In conclusione, si contano ben due autorevoli provvedimenti che assistono la legittimità e la totale liceità dei comportamenti tenuti da Francesco D’ Agostino sia come politico che come imprenditore.
Quanto basta, in un paese civile, per abbandonare le logiche della gogna mediatica e del sospetto, a beneficio di una più serena e conferente lettura delle vicende personali e giudiziarie dell’onorevole e dell’imprenditore Francesco D’Agostino.
Infine e per ciò che riguarda alcune bizzarre interpretazioni della normativa in questione da parte di taluni (frutto di lettura della norma, ma di non perfetta comprensione dei suoi contenuti), si diffida chiunque dal proporre all’opinione pubblica delle inescusabili letture deviate delle leggi di riferimento, poiché se è assolutamente intangibile il diritto di svolgere attività politica nelle forme anche più ostili, è altrettanto intangibile il diritto di D’Agostino a non essere diffamato pubblicamente ed il suo conseguente diritto a rivolgersi alla Procura della Repubblica per fare valere le sue ragioni. Specie dopo la presente nota” .





