Si è riunita oggi a Roma la Commissione Politiche di coesione territoriale e Mezzogiorno.
All’ordine del giorno, un’informativa sullo stato di attuazione dell’Accordo di Partenariato 2014-2020 ma, soprattutto, il testo di una risoluzione sulle “Priorità strategiche ANCI per lo sviluppo e la coesione territoriale”, proposta dal presidente della Commissione, Mario Occhiuto, Sindaco di Cosenza, da sottoporre all’approvazione degli organi dell’ANCI e, infine, all’Assemblea generale prevista per il prossimo 12 ottobre a Bari.
In apertura della seduta, il presidente Mario Occhiuto ha incentrato il dibattito sulla necessità di infrastrutturazione strategica del Sud, la cui arretratezza ha bloccato i processi di sviluppo anche in settori con potenzialità come il turismo e l’agricoltura. A ciò, ha aggiunto il sindaco di Cosenza, va ad unirsi il problema della criminalità e del degrado sociale, che si accentua nelle “aree marginali” e nelle periferie delle città del Sud Italia.
Una parentesi tecnica: a seguire, l’informativa di Francesco Monaco, responsabile dell’Area politiche di coesione e Mezzogiorno dell’ANCI sullo stato di attuazione dell’Accordo di partenariato 2014-2020. I dati sulla spesa 2007-2013 confermano che è stato scongiurato il rischio di perdere risorse comunitarie, i livelli di impegni e pagamenti garantendo l’assorbimento di tutte le risorse a disposizione. Per il ciclo 2014-2020, a seguito delle verifiche periodiche di EUROSTAT, è stato riparametrato il budget comunitario per le Politiche di coesione. A favore dell’Italia, ai complessivi 73,6 mld (di cui 42,5 mld di risorse UE e 31 mld di co-finanziamento nazionale) assegnati per il ciclo 2014-2020 si aggiungerebbero ulteriori 1,8 mld di fondi strutturali UE.
Ne è nato un dibattito molto costruttivo da parte di tutti i partecipanti, da cui si evidenziano le priorità e le criticità da affrontare per la ripresa del Mezzogiorno.
Tra le proposte principali, quella dello stesso presidente Occhiuto di combattere la criminalità e il disagio sociale con la riqualificazione delle periferie e delle aree abbandonate delle città del Sud, portando servizi e opere pubbliche in quei quartieri disastrati dagli interventi sbagliati degli anni ’60 e ’70. Qui, secondo Occhiuto, bisogna concentrare risorse ed investimenti.
Altre indicazioni sono arrivate da Bari, Napoli, Enna, Craco (MT) e Pellezzano (SA).
Tra le altre importanti priorità da perseguire, rilanciare il ruolo di Cassa Depositi e prestiti nel finanziamento di opere comunali di taglia media e piccola, lasciando ai fondi strutturali UE il finanziamento di opere strategiche per il territorio.
Inoltre, per i Comuni medi e piccoli, occorre immaginare forme di accompagnamento e supporto alla progettazione per accedere alle risorse per il finanziamento di opere e servizi. Tali Comuni, non hanno a diposizione né le risorse umane con le specifiche expertise per progettare, né le risorse finanziarie per incaricare esperti esterni. A tale scopo, le attività di formazione e informazione per i Comuni vanno potenziate ulteriormente.
In conclusione, si è sottolineato la necessità di richiedere maggiori spazi di manovra per i Comuni rispetto ai vincoli di finanza pubblica per investimenti nei settori chiave per il Mezzogiorno, come agricoltura e turismo, spazi necessari pena il rischio di immobilizzare l’azione degli Enti locali per lo sviluppo. Altra misura cruciale a tale scopo è l’attivazione di forti misure di agevolazione fiscale alle imprese per attrarre investimenti al Sud.
Infine, il Presidente Occhiuto, in chiusura di riunione, nel condividere tutti i punti e le proposte emerse dal dibattito, ha raccomandato di adottare tutte le misure necessarie per garantire l’aggiuntività delle risorse comunitarie e rilanciare il finanziamento tramite altre fonti finanziarie delle politiche ordinarie per il Mezzogiorno.






