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    Renzi in Calabria, Uil: “Pochi progetti ma buoni, questo è ciò di cui ha bisogno la regione”

    “I passaggi del Presidente del consiglio in Calabria – scrivono in una nota il Segretario Generale Feneal Calabria Bruno Marte e il Segretario Generale Uil Calabria Santo Biondo – aprono sempre lo spazio a riflessioni contrastanti. Da una parte, infatti, accogliamo con favore la venuta di Renzi a Mormanno per l’abbattimento dell’ultimo diaframma della galleria sul terzo macro lotto della Salerno-Reggio Calabria, ma allo stesso tempo il suo arrivo in Calabria ci lascia sospesi nel giudizio del suo operato.
    Il taglio del nastro lungo il tratto cosentino dell’A3, infatti, ha messo in giusta rilevanza l’efficienza di un cantiere che nei mesi scorsi avevamo potuto visitare ed apprezzare ma, soprattutto, ha dato l’occasione alla politica di mettere nel giusto rilievo la professionalità delle maestranze e dell’aziende appaltanti. Operai che, con la loro azione, consentiranno a questa regione di cancellare ritardi accumulati in decenni di promesse a mancate azioni.
    Giudichiamo altresì positivo il fatto che il Capo del governo, per l’ennesima volta, abbia rilanciato l’impegno della sua squadra su altre due opere determinanti per lo sviluppo della Calabria: il completamento dell’Alta velocità ferroviaria e l’ammodernamento della Strada statale 106. Due opere infrastrutturali cui la UIL e la FENEAL Calabria assegnano un ruolo di straordinaria importanza in termini di modernizzazione della viabilità e del sistema dei trasporti di una regione, purtroppo, ancora in forte ritardo in questo settore.
    La Strada statale 106, con il suo ammodernamento e la sua messa in sicurezza, riveste un ruolo di primo piano per il futuro della Calabria. Renderla efficiente e sicura deve essere una priorità, elevare il suo standard e renderla in una vera e propria arteria alternativa alla Salerno-Reggio Calabria renderebbe liberi i calabresi da una schiavitù atavica, quella di non potersi spostare in piena libertà, e allo stesso tempo soddisferebbe la loro voglia di mobilità sostenibile.
    Siamo convinti, però, che il tempo degli annunci e delle promesse sia abbondantemente finito. I calabresi, lo ribadiamo con forza ancora una volta, non possono più aspettare.
    Di anno in anno sono cambiati i governi, ma le promesse sono rimaste sempre le stesse. Che a Palazzo Chigi ci sia entrata la destra o la sinistra il mantra è stato sempre lo stesso: costruiremo il Ponte sullo Stretto, completeremo la Salerno-Reggio Calabria, rifaremo la Statale 106, ma ai calabresi sono rimaste solo le promesse.
    Oggi vorremmo capire se chi ci governa è un vero amico della Calabria o, invece, se dice di esserlo solo perché indossa la stessa maglietta politica di chi guida la giunta regionale calabrese. Oggi, senza tentennamenti, vorremmo renderci conto se il governo è realmente interessato alla crescita di questa regione.
    Anche per questo vorremo tornare a chiedere che fine abbia fatto il Masterplan. Purtroppo, ci sembra che questo piano straordinario per il Sud, cui la Calabria guardava con la massima attenzione per trovare lo stimolo giusto per uscire dalla crisi soffocante che la sta attanagliando da troppo tempo, non è più una priorità dell’agenda governativa, o forse non lo è mai stato.
    Una conferma a questa nostra impressione l’abbiamo raccolta durante l’ultima riunione che abbiamo avuto a Roma. Davanti al sottosegretario Claudio De Vincenti, per l’ennesima volta in questi mesi, abbiamo capito che sino ad oggi si è perso solamente tanto tempo, ma di concreto non pare ci sia nulla. Ancora una volta la Calabria è costretta ad aspettare. E’ lontana la stesura di un accordo.
    Alla Regione Calabria, poi, chiediamo di fare delle scelte strategiche, di aiutare Roma nella selezione di quei progetti che potrebbero aiutare questa regione ad uscire fuori dalle secche di una crisi senza precedenti. Per il bene dei calabresi la Regione deve riuscire in uno sforzo di sintesi senza precedenti, deve avere la forza e il coraggio di scegliere. Non è più tempo di presentarsi al tavolo della discussione romana con un libro dei desideri sconfinato.
    Pochi progetti ma buoni, questo è ciò di cui ha bisogno la Calabria. Con un occhio di riguardo alle opere pubbliche. Questa terra, negli ultimi anni, ha visto ridursi drasticamente gli investimenti in contro capitale per le opere infrastrutturale. Questo taglio ha fatto registrare il tracollo del settore edile, uno dei più produttivi nel territorio regionale, che attende di essere rilanciato e riportato agli standard operativi e produttivi di pochi anni addietro.
    Crediamo sia di fondamentale importanza prevedere nel piano regionale per il lavoro una norma che, nel momento in cui in Calabria arriveranno i nuovi investimenti promessi, preveda il riassorbimento dei tanti lavoratori del settore che a causa della crisi sono rimasti ai margini del mondo del lavoro”.