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Operazione ‘Mamma mia’ – Assitol: ‘Rafforzare i controlli nei frantoi’

3 Febbraio 2016
in CALABRIA, In evidenza
Tempo di lettura: 2 minuti
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“Apprezziamo l’inchiesta di Trani, che conferma la necessità di stringere i controlli anche sui frantoi, come l’industria olearia richiede da tempo”. Questo il commento di Angelo Cremonini, presidente del Gruppo Olio d’oliva di ASSITOL, l’Associazione italiana dell’industria olearia, sul sequestro di falso olio italiano ordinato dal pubblico ministero Antonio Savasta, che ha portato a scoprire un giro di false fatture tra Puglia e Calabria.

“L’inchiesta “Mamma mia” – afferma il presidente Cremonini – colpisce, come già nel caso di “Aliud pro olio” un fenomeno che si origina nell’intesa fra frantoi e piccoli commercianti, e talvolta imprese agricole, che operano nell’illegalità, danneggiando però i loro colleghi onesti e quindi l’intero settore”.

La vicenda pugliese ribadisce le tesi di ASSITOL sulla lotta alla contraffazione. “I controlli preventivi in uscita dai frantoi permetterebbero una vigilanza adeguata della produzione, nonché una commercializzazione trasparente – ha spiegato Cremonini – mentre quelli in uscita dagli stabilimenti industriali consentirebbero di capire quanta responsabilità sul peggioramento della qualità, di prodotto sia da attribuire ad una cattiva conservazione da parte della distribuzione e quanto, invece in origine alle imprese”

Insomma, sì alle verifiche su tutti i livelli della filiera olearia. A queste misure, è poi necessario aggiungere l’ampliamento del Sian, il sistema telematico al quale si trasmettono i dati di produzione dell’olio d’oliva. “Vorremmo vederlo esteso anche agli altri paesi europei – è l’ipotesi di ASSITOL- come contropartita di garanzia, visto che, pare, ci toccherà subire l’aumento del quantitativo tunisino”.

Nell’ottica del rafforzamento dei controlli, l’associazione degli industriali oleari rilancia l’idea di un tavolo operativo tra Icqrf e tutte le componenti della filiera. “L’esempio da seguire, a nostro avviso, è quello del settore delle carni – osserva Cremonini – dove le verifiche di filiera sono state pianificate di comune accordo. Il tavolo dovrebbe essere permanente allo scopo di programmare i controlli di concerto con i diversi attori della filiera, che conoscono le rispettive criticità”.

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